Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 novembre 2025

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In questo brano del Vangelo Gesรน ci mette in guardia in maniera tassativa: โ€œNon potete servire Dio e la ricchezzaโ€.

Quindi questo ci chiama ad interrogarci su quali siano le nostre ricchezze (i nostri talenti, sogni, progetti, le nostre soddisfazioni) e su quello che rappresentano per noi. Sono esse un mezzo o diventano il fine della nostra vita?

Perchรฉ le ricchezze terrene svaniscono alla fine dei nostri giorni. Quindi corriamo il rischio di aver impiegato il nostro tempo a vuoto, schiavi di una ricchezza che ha smesso di essere uno strumento ma รจ diventata un idolo invece. Da possessori diventiamo posseduti e ci ritroviamo vuoti. E soli.

Il brano di oggi ci suggerisce di impiegare le nostre disoneste (in quanto futili) ricchezze in maniera furba, โ€œcomprandoโ€ l’amicizia degli altri. L’investimento migliore non รจ accumulare beni in terra ma รจ sperperarli per il prossimo, trasformando l’ansia del possesso delle cose nella libertร  delle relazioni con gli altri.

Perchรฉ la relazione con Dio รจ il vero dono che ci รจ stato dato, ed รจ nell’amore verso i nostri simili che riusciamo ad avvicinarci a lui. Questi sono i veri tesori che dobbiamo cercare. Il resto รจ disonesta ricchezza di cui ci dobbiamo liberare.

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Per Riflettere

La vera ricchezza non sta nel denaro, ma nell’amore e nella giustizia. Servire Dio significa investire i nostri beni per il bene degli altri.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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