p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 6 novembre 2025

- Pubblicità -

DIO É IN CERCA DI ME

Un pastore che sfida il deserto,

una donna di casa che non si dà pace per una moneta che non trova.

LE PARABOLE DELLA MISERICORDIA sono il vangelo del vangelo.

Sale dal loro fondo un volto di Dio che è la più bella notizia che potevamo ricevere.

C’era come un feeling misterioso tra Gesù e i peccatori,

- Pubblicità -

un cercarsi reciproco che scandalizzava scribi e sacerdoti.

Gesù allora spiega questa amicizia con parabole tratte da storie di vita:

una pecora perduta,
una moneta perduta.

Storie di perdita, che mettono in primo piano la pena di Dio quando perde e va in cerca, ma soprattutto la sua gioia quando trova.

Ecco allora la passione del pastore, quasi un inseguimento della sua pecora per steppe e pietraie. Se noi lo perdiamo, lui non ci perde mai.

- Pubblicità -

Non è la pecora smarrita a trovare il pastore, è trovata; non sta tornando all’ovile, se ne sta allontanando.

Il pastore non la punisce, è viva e tanto basta.
E se la carica sulle spalle perché sia meno faticoso il ritorno.

Immagine bellissima: Dio non guarda la nostra colpa, ma la nostra debolezza.
Non traccia consuntivi, ma preventivi.

Dio è amico della vita:

Gesù guarisce ciechi zoppi lebbrosi non perché diventino bravi osservanti, tanto meglio se accadrà, ma perché tornino persone piene, felici,
realizzate,
uomini finalmente promossi a uomini.

La pena di un Dio donna-di-casa che ha perso una moneta, che accende la lampada e si mette a spazzare dappertutto e troverà il suo tesoro, lo scoverà sotto la polvere raccolta dagli angoli più oscuri della casa.

Così anche noi, sotto lo sporco e i graffi della vita, sotto difetti e peccati, possiamo scovare sempre, in noi e in tutti, un frammento d’oro.

Queste parabole terminano con lo stesso “crescendo”. L’ultima nota è una gioia,
una contentezza,
una felicità che coinvolge cielo e terra:

vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti…

Da che cosa nasce questa felicità di Dio?

Da un innamoramento, come in un perenne Cantico dei Cantici.

Dio è l’Amata che gira di notte nella città e a tutti chiede una sola cosa:

“avete visto l’amato del mio cuore?”

SONO IO L’AMATO PERDUTO.
DIO É IN CERCA DI ME.

Se lo capisco, invece di fuggire correrò verso di lui.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

Altri Articoli
Related

don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 6 Febbraio 2026

Questi fantasmi! Venerdì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno...

don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sapore di Vangelo Quando si prepara un buon piatto di...

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene....