Il cuore del vangelo è qui, in queste righe. Chi non capisce questa pagina di vangelo non può comprendere e accogliere Dio.
L’amore di Dio è folle. Questo è il primo dato che ci viene consegnato dalla pagina in questione. Perché chi è quel matto che lascia il gregge incustodito per allontanarsi a cercare una delle sue pecore? Nessun pastore accorto lo farebbe. Rischierebbe non solo di non trovare la smarrita, ma di non ritrovare più il gregge perché disperso o verosimilmente rubato.
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Così ci ama Dio: follemente. E per questa sua follia farebbe qualsiasi cosa per noi, per riportarci al suo amore. Ha cura smisurata per noi.
Secondo dato: l’amore di Dio è sempre “in situazione”, “sul pezzo”. Come quella donna che si dà da fare per cercare la monetina che ha perso in casa. Avrebbe potuto attendere invece di perdere tempo a cercarla, di trovarla al momento opportuno. Era lì in casa…l’avrebbe prima o poi ritrovata. Invece si da’ da fare subito. Il marito rientrando avrebbe potuto ripudiarla sentendo e vedendo che la moglie aveva perso un denaro.
Dio è come quella donna. Non si dà pace finché non ci ritrova nel suo amore. Lo fa subito, ci viene incontro in mille occasioni.
Perdere per ritrovare. Questo è l’assillo di Dio. Dove noi ci perdiamo Dio viene a cercarci a raggiungerci per regalarci sempre se stesso, il suo amore, ciò che ci rende sempre e nuovamente figli.
L’esito positivo del ritrovamento è la gioia di Dio. Ogni volta che ritorniamo a Lui gli diamo grande gioia. Questa è la cosa più grande che possiamo fare per Dio.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
