fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 3 novembre 2025

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Gesรน, con parole dirette e spiazzanti, ci invita a compiere un gesto che mette profondamente in discussione le nostre abitudini e il nostro cuore: โ€œQuando offri un banchetto, non invitare i tuoi amici, nรฉ i tuoi parenti; altrimenti anchโ€™essi ti potrebbero ricambiare. Al contrario, invita poveri, storpi, zoppi e ciechi.โ€

รˆ un invito che svela con chiarezza quanto il nostro modo di amare sia spesso condizionato dal tornaconto personale. Anche i gesti piรน belli, come un dono o un atto di generositร , possono nascondere un desiderio sottile di essere apprezzati, lodati, contraccambiati. Cโ€™รจ un egoismo discreto che si traveste da bontร .

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Ma Gesรน ci spinge oltre. Ci chiede di uscire da quella zona comoda dove diamo solo a chi ci รจ vicino, a chi ci vuole bene, a chi potrร  forse ricambiare. Ci invita a un amore libero e puro, che non cerca se stesso, ma si dona semplicemente perchรฉ รจ giusto farlo, perchรฉ lโ€™altro ha bisogno.

Prova a pensarci: quando fai un regalo, รจ davvero gratuito? Quando aiuti qualcuno, lo faresti anche se sapessi che non riceverai nulla in cambio?

Il Vangelo ci propone un amore evangelico, disinteressato, profondo. E ci ricorda che chi ama cosรฌ non resterร  senza ricompensa: โ€œriceverai la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti.โ€ Non nel tempo dellโ€™uomo, ma nel tempo di Dio. E quel tempo รจ piรน vicino di quanto pensiamo.