IL TEMPO E L’ETERNITA’
«Chi guarda l’eternità non si lascia schiacciare dal tempo», scriveva Santa Teresa Benedetta della Croce.
Il tempo “ci schiaccia” quando veniamo attanagliati dall’ansia perché non ci sentiamo in grado di far fronte alle sfide che la vita presente ci mette dinanzi. Ma è un “affannarsi” invano, per cose effimere, destinate a passare, mentre “una cosa sola” è veramente necessaria (cfr. Lc 10,41). Inoltre, la realtà è che “per quanto ci diamo da fare e ci preoccupiamo non possiamo aggiungere un’ora sola alla nostra vita” (cf. Lc 12,25), e questo vale per tutti: non dipende dal fatto che siamo ricchi o poveri, potenti o emarginati, in buona o cattiva salute…
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«La vita è un attimo, l’eternità è tutto. Viviamo l’attimo per l’eternità», diceva la Serva di Dio Chiara Lubich. E il Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo scriveva in una sua celebre poesia: «Ognuno sta solo sul cuor della terra | trafitto da un raggio di sole: | ed è subito sera».
Senza una prospettiva di eternità questa vita è destinata a offuscarsi nelle tenebre dell’assurdo e dell’inquietudine…. specialmente dinanzi alla morte dei propri cari. Nient’altro al di fuori della fede nella vita eterna può dare sollievo e guarire la ferita di un cuore che ha perduto una persona amata. Appunto: solo «chi guarda l’eternità non si lascia schiacciare dal tempo».
Il ricordo dei nostri cari defunti se da un lato ci rattrista dall’altro ci rincuora, perché ci aiuta a non dare troppo peso alla vita terrena e a guardare l’eternità, a “pensare alle cose di lassù, non solo a quelle della terra”, in quanto siamo “risorti con Cristo” (cf. Col 3,1).
E il modo migliore di pensare alle cose di lassù è ascoltare e meditare la Parola di Dio, che ci offre un modo diverso di valutare ciò che conta nella vita terrena, rispetto ai canoni del “mondo”:
«Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio… Agli occhi degli stolti la loro fine fu ritenuta una sciagura… ma essi sono nella pace» (Prima Lettura). «Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio» (Salmo). «Dio asciugherà ogni lacrima… e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno» (Seconda Lettura). «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati».
Lasciamoci illuminare dalla Parola di Vita eterna e «scoraggiamoci, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, poiché sappiamo che il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procurerà una quantità smisurata ed eterna di gloria in Cielo» (2Cor 4,17).
Don Francesco
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