Specchi di vanitร e giustizia
Gesรน racconta unโaltra parabola a proposito della preghiera: dopo quella della vedova insistente presenta due uomini che pregano, ma con atteggiamenti diversi. Gesรน dice che la preghiera di uno non serve a niente, mentre la preghiera dellโaltro gli cambia la vita. Il fariseo e il pubblicano appartengono allo stesso popolo, salgono allo stesso tempio, pregano lo stesso Dio. Eppure vivono la religione in due modi opposti: il fariseo la vive come legge, il pubblicano come grazia.
Il fariseo non รจ un ipocrita: osserva i comandamenti, digiuna piรน del necessario, paga le decime persino oltre il prescritto. Ma proprio qui sta lโinganno:ย la sua religione funziona anche senza Dio. La legge prende il posto di Dio, e la sua giustizia diventa autosufficienza. Non ha nulla da chiedere, e cosรฌ nulla riceve. ร il rischio di ogni religioneย ridotta a norme e doveri: Dio diventa superfluo.
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Il pubblicano, al contrario, รจ un peccatore vero, non immaginario. Colluso con i Romani, arricchito a spese del popolo, vive in una situazione morale compromessa.ย Eppure trova la forza di bussare a Dio:ย non presenta meriti, non cerca scuse, non alzaย neppure gli occhi al cielo. Solo una supplica: ยซO Dio, abbi pietร di me peccatore!ยป. […] CONTINUA SU FAMIGLIA CRISTIANA
