Si può vivere come morti? Sì. E non sono pochi quelli che lo fanno. Credenti e non. La morte è uno stato di rigidità permanente del corpo. Col tempo si va disfacendo, ma vedendo un morto capiamo che in quel corpo la vita non c’è più perché quel corpo è rigido, non si muove, non respira, non c’è alcun segno di vita.
E capiamo allora cos’ è la vita davvero di fronte a un morto. La vita è movimento, cioè chi vive non è mai bloccato o rigido o sempre uguale.
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Gesù loda chi vive. Non chi fa finta di vivere ma è morto perché dorme o non c’è novità in Lui.
Si può vivere da battezzati come morti. Sono gli amanti dello status quo, quelli che pretendono sempre dagli altri ma loro non si muovono mai. Quelli che solo la Parola “novità” li fa rabbrividire e irrigidire ancora più.
La vita vera, quella che pulsa nelle vene, ti mantiene vivo, capace di accogliere la novità di Dio che fa sempre nuove tutte le cose h 24. Ti fa stare all’erta pronto a rispondere della speranza che abita il tuo cuore, ti fa mettere a servizio del Regno, anche se non te ne accorgi.
Chi vive così è felice, dice Gesù perché non solo dà senso e compimento ai suoi giorni terreni ma sta preparando il suo avvenire eterno dove Dio stesso lo servirà con il suo amore totalizzante.
Se sono sveglio nella fede tutta la vita, Dio mi servirà cioè si donerà a me totalmente nel suo amore. È questo il paradiso. La posta in gioco allora è alta. Dormire o stare svegli?
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
