Don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina in Roma spiega il brano del Vangelo di domenica 26 ottobre 2025, per bambini e ragazzi.
Il commento di don Tommaso offre un’analisi di una parabola evangelica riguardante due uomini, un fariseo e un pubblicano, per spiegare ai bambini e ai ragazzi i suoi insegnamenti. Don Tommaso chiarisce che la vera gioia deriva dal sentirsi amati e perdonati da Dio, piuttosto che dal sentirsi superiori agli altri in termini di buone azioni.
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Sottolinea l’importanza di comprendere la grande misericordia di Dio, poiché questa consapevolezza permette di riconoscere liberamente i propri difetti e peccati. Senza la fede nel perdono, le persone sono meno inclini a riconoscere i propri errori, anche a se stesse. Infine, la preghiera viene definita come l’avere una relazione sincera e accogliente con questo Dio misericordioso.
Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.
Carissimi bambini, carissimi ragazzi, eccoci di nuovo qui! Domenica prossima, il 26 ottobre, Gesù racconta una parabola nel Vangelo. Si parla di due uomini: uno che dice di fare tante cose buone e di essere migliore dell’altro; un altro che chiede misericordia, chiede pietà al Signore, gli chiede che gli sia propizio.
Ecco, Gesù ci fa vedere che la gioia più grande, e quello che fa della nostra vita una vita bella, non è tanto il fatto di sapersi o sentirsi migliore degli altri. Per carità, quest’uomo, questo fariseo, aveva anche ragione probabilmente che faceva più opere buone di questo pubblicano, perché il pubblicano apparteneva a una categoria di persone, appunto i pubblicani, che non facevano molte cose buone, anche se non sappiamo nel dettaglio questo pubblicano cosa avesse fatto.
La gioia più grande non è sentirsi migliori, ma sentirsi amati e perdonati da Dio. È questo che cambia tutta la nostra vita.
E Gesù ci invita anche a fare un’altra scoperta molto importante: la scoperta di quanto è grande la misericordia di Dio. Perché solo se Dio è davvero misericordioso, noi abbiamo la libertà nel nostro cuore di riconoscere anche i nostri problemi, i nostri difetti, i nostri peccati.
Perché, vi faccio un esempio: se voi siete convinti che se sbagliate una cosa i vostri genitori vi rimprovereranno e vi rimprovereranno in un modo esagerato, vi viene così spontaneo di ammettere che avete fatto quella cosa? Beh, penso proprio di no.
Proprio per questo, se noi non abbiamo scoperto quanto è buono il Signore, quanto è profonda la sua misericordia e il fatto che il suo perdono ci fa bene, più difficilmente riconosceremo i nostri peccati, ma non tanto perché vogliamo dire le bugie, ma perché non li vogliamo neanche riconoscere con noi stessi.
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E allora deve essere davvero tanto importante scoprire e conoscere meglio l’amore di Gesù, perché questo ci può cambiare davvero la vita e ci può aiutare a poter affrontare anche i nostri difetti, le cose che non vanno, le difficoltà.
E che cos’è la preghiera? È essere in contatto, avere una relazione con questo Dio così misericordioso che ci ha rivelato Gesù. Avere una relazione non tanto di avere il dovere di sentirci buoni o di presentare un certificato di buona condotta, ma piuttosto una relazione di sincerità nella quale ci sentiamo accolti da questo perdono. E se uno crede davvero nel perdono di Dio, la sua vita può cambiare. Ci vediamo presto.
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