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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Ottobre 2025

Vangelo del giorno di Lc 10,1-9

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore.

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Gesù non è un guru solitario, non ama salire sul palcoscenico. Tutto di Dio, tutto degli uomini, vive con una piccola comunità di discepoli e discepole, condivide con loro la missione, li invia alle pecore perdute della casa di Israele.

Ma Luca, pagano, discepolo di san Paolo, segnala un invio particolare: quello dei settantadue discepoli perché settantadue si pensavano fossero le nazioni pagane. Il Vangelo ormai deborda e raggiunge tutti, senza limiti di razza, di credo, di convinzione.

E a questi inviati chiede di pregare perché la messe è tanta ma gli operai sono pochi o, in un’altra traduzione birichina, perché gli operai fanno poco. Eccoci qui, allora: siamo inviati a parlare del Dio di Gesù, a volte anche con le parole, non a salvare il mondo ma a vivere da salvati, a scrollarci di dosso il peso che le storie, non la Storia, hanno contribuito a opacizzare la semplice bellezza dell’annuncio; Dio ti ama e ti vuole salvo.

E proprio Luca oggi ricordiamo. Di lui scrive Dante che è lo scriba mansuetudinis Christi, lo scriba della tenerezza di Cristo. Ed oggi ringraziamo il Signore per averci dato l’evangelista Luca e ringraziamo lui per il suo lavoro puntuale, preciso, appassionato.

Come noi Luca non ha mai visto Gesù in vita sua. Come noi è stato evangelizzato da Paolo, che non ha mai visto Gesù in vita sua. Eppure ha accolto l’annuncio con passione e stupore, lasciandosi divorare dal fuoco della fede, restituendoci il volto di un Gesù compassionevole, misericordioso, innamorato.

Il Vangelo di Luca è il vangelo dell’annuncio, della preghiera, della Chiesa, delle donne e, appunto, della tenerezza. Il vangelo che ci insegna a pregare, seguendo Gesù, che sottolinea la presenza determinante delle donne nella prima comunità, che invita a evangelizzare.

E a Luca chiediamo di tenere sempre nel cuore l’essenza del Vangelo che è il disvelarsi di un volto compassionevole e pieno di luce, di un Dio che cura i passeri e va in cerca della pecora perduta, che attende con amore il figlio fuggiasco.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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