don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 19 Ottobre 2025

- Pubblicitร  -

La Fede, la Preghiera e l’Avversario

Don Fabio Rosini analizza la parabola evangelica riguardante una vedova e un giudice iniquo per discutere la natura e la perseveranza della fede. Riflette sull’inquietante domanda posta alla fine del testo: se il Figlio dell’uomo troverร  la fede sulla terra al suo ritorno.

Il commento sottolinea che la venuta del Signore avviene in tre modiโ€”storica, finale e costanteโ€”e che le visite del Signore nella vita mettono alla prova la nostra fede. Per non perdere la fede, รจ essenziale pregare incessantemente e resistere alla degenerazione verso il male.

La vedova che cerca giustizia simboleggia coloro che si affidano a Dio dopo essere stati delusi dal mondo, sottolineando il diritto alla giustizia (che รจ un rapporto corretto con Dio) e la necessitร  di riconoscere e combattere il proprio avversario spirituale per mantenere la propria bellezza interiore.

Continua dopo il video.

La tua fede non รจ scontata. Una parabola dimenticata rivela 3 veritร  per non perderla.

Introduzione: Una domanda che inquieta

- Pubblicitร  -

Il Vangelo della 29ยช domenica del tempo ordinario si chiude con una domanda tanto diretta quanto inquietante: “Ma il figlio dell’uomo quando verrร  troverร  la fede sulla terra?”. Questa non รจ una domanda retorica; รจ un interrogativo che scuote le nostre certezze e mette in discussione l’idea che la fede, una volta acquisita, sia un possesso permanente. La veritร , testimoniata dall’esperienza di molte persone, รจ che la fede si puรฒ perdere. Si puรฒ smarrire quel rapporto con Dio, si possono disperdere le cose belle della propria vita. Questa parabola, spesso letta solo come un invito alla tenacia, nasconde in realtร  una mappa per l’anima. Ci svela tre veritร  fondamentali per navigare le correnti della vita senza che la nostra fede faccia naufragio.

1. La “venuta” di Dio non รจ solo alla fine dei tempi, ma un appuntamento quotidiano.

La frase “quando verrร  il figlio dell’uomo” non si riferisce unicamente al giudizio finale. La tradizione cristiana riconosce tre venute del Signore: la prima, nella carne, duemila anni fa; l’ultima, alla fine dei tempi, per giudicare i vivi e i morti; e una terza, intermedia e costante. Quest’ultima รจ la piรน rilevante per la nostra vita di ogni giorno.

Si tratta delle “visite” che il Signore ci fa costantemente, degli appuntamenti che la vita ci presenta. Egli viene a bussare alla nostra porta per vedere se rispondiamo con fede. Dove avvengono queste visite?

โ€ข Quando una tribolazione ci visita: una difficoltร  o una sofferenza sono un’occasione in cui Dio ci chiede se ci fidiamo di Lui.

- Pubblicitร  -

โ€ข Quando incontriamo qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto: la persona che ci chiede sostegno o amore รจ una presenza del Signore che ci interroga.

โ€ข Quando la vita ci pone di fronte a un problema: una questione complessa da affrontare, magari con un figlio, รจ il terreno su cui la nostra fede รจ chiamata a dare una risposta concreta.

La domanda del Vangelo risuona cosรฌ in modo ancora piรน personale: il Signore troverร  la fede su questa terra che siamo noi? In questa povera polvere di cui siamo fatti, ci sarร  quella fede capace di dare vita nuova? Questa consapevolezza trasforma la nostra percezione della quotidianitร : la settimana che abbiamo davanti non รจ una semplice successione di impegni, ma il luogo sacro in cui la nostra fede verrร  interrogata e messa alla prova.

2. Pregare “senza stancarsi” non significa non avere fatica, ma “non degenerare”.

Gesรน introduce la parabola sottolineando la “necessitร  di pregare sempre senza stancarsi mai”. L’insegnamento sembra semplice, ma il termine greco originale usato per “senza stancarsi” nasconde un significato molto piรน profondo e potente. Non si tratta solo di resistere alla fatica, ma letteralmente di “non degenerare, senza piegare verso il male”.

La preghiera, quindi, non รจ un esercizio di resistenza, ma lo strumento attivo per evitare di “sversare” verso la parte degenerata del nostro essere. รˆ la lotta spirituale che ci impedisce di diventare “la brutta copia di noi stessi”, l’ombra di ciรฒ che siamo chiamati a essere. Pregare costantemente significa proteggere la parte migliore di noi, custodire la nostra integritร  interiore ed evitare che le difficoltร  e le delusioni ci facciano “degenerare”.

3. La tua fede si regge su due pilastri: il diritto alla bellezza e la conoscenza del tuo nemico.

Il modello di questa tenacia รจ la vedova. I Padri della Chiesa vedevano in lei una figura simbolica: avere un “marito morto” significa essere stati delusi dagli idoli del mondo, da quelle “cose morte” a cui spesso dedichiamo la nostra esistenza senza riceverne vita in cambio. La sapienza di questa donna รจ riassunta nella sua richiesta incessante:

“Fammi giustizia contro il mio avversario”.

Questa frase contiene i due pilastri su cui si regge una fede matura.

โ€ข Primo: Hai diritto a giustizia. Nella Scrittura, “giustizia” non รจ un concetto legale, ma indica il “giusto rapporto con Dio”. รˆ il nostro diritto fondamentale a una vita bella, nobile, grande e non mediocre. Non รจ giusto vivere in modo incompiuto o perdere la propria bellezza. Pensiamo a tanti giovani che hanno diritto a una vita piรน interessante di quella che vivono “appiccicati a uno schermo”, disperdendo il loro potenziale. Abbiamo diritto alla nostra bellezza, alla nostra grandezza.

โ€ข Secondo: Hai un avversario. Per lottare, devi conoscere il nemico. La vita spirituale รจ una battaglia contro il male che cerca di entrare nel cuore. Il “maligno” ha una porta d’ingresso specifica e privilegiata per ognuno di noi, e la sua tattica piรน efficace รจ farci dimenticare quali sono le nostre debolezze e vulnerabilitร . Conoscere il proprio avversario significa fare un onesto inventario dei propri errori. Significa, come suggerisce una spiritualitร  matura, “ricordare le proprie stupidaggini”, le cadute passate, non per crogiolarsi nella colpa, ma per mappare con precisione la porta attraverso cui l’inganno tende a entrare.

Ecco perchรฉ la vedova รจ tenace. Chi si ricorda della bellezza a cui ha diritto e, allo stesso tempo, del nemico che vuole rubargliela, non ha altra scelta: prega. Grida. Chiede aiuto. La preghiera non รจ piรน un dovere, ma un istinto di sopravvivenza spirituale.

Conclusione: Prepararsi alla visita

Custodire la fede non รจ un atto passivo, ma una vigilanza consapevole. Si nutre del ricordo costante del valore immenso della nostra esistenza, della bellezza a cui siamo destinati e della realtร  di una battaglia spirituale che richiede la nostra attenzione. La parabola non ci chiede di aspettare la fine dei tempi, ma di prepararci all’incontro di oggi.

Nella settimana che inizia, quale “visita” del Signore ti aspetti? E come proteggerai la tua bellezza dal tuo “avversario”?

Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini

Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 19 ottobre 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

Altri Articoli
Related

Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 6 febbraio 2026

Chi รจ il protagonista della storia di oggi? Qualcuno...

La Parola in centoparole – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Erode non uccide Giovanni per convinzione, ma per debolezza....

Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

Erode ha avuto la possibilitรก di salvarsi ma poi...

p. Luca Arzenton – Commento al Vangelo di oggi, 6 Febbraio 2026

APRI LA BOCCA E TESTIMONIA GESร™! (Mc 6,14-29) https://youtu.be/dnlSQHuhSxo Giovanni Battista...