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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 15 Ottobre 2025

A volte ci accorgiamo di essere diventati esperti nel custodire le apparenze, nel mettere in mostra solo ciò che può farci apparire buoni, corretti, coerenti. Eppure, dietro quella facciata ordinata, spesso si nasconde un cuore stanco, rigido o pieno di pretese. Non è il peccato a renderci più duri da guarire, ma la convinzione di essere già giusti.

È facile giudicare gli altri quando si è convinti di fare tutto “come si deve”. E quando si è convinti di essere a posto con la coscienza, è più difficile lasciarsi giudicare dalla luce di Dio, quella luce che non si ferma alla superficie ma che scava nell’anima. La vera conversione inizia quando accettiamo di guardare con sincerità le nostre incoerenze, non per condannarci, ma per lasciarci cambiare.

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Gesù ci invita a riscoprire la semplicità dell’amore, a non nasconderci dietro il perfezionismo religioso o le nostre piccole sicurezze. Dio non cerca esperti della Sacra Scrittura, ma cuori veri, capaci di compassione, di perdono, di cammino. Non si tratta di sapere tutto, ma di lasciarsi toccare nel profondo.

Chiediamoci oggi: sono più preoccupato di apparire buono o di diventare davvero buono?
E se la risposta ci mette a disagio, non fuggiamo: è da lì che inizia la guarigione.