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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 14 Ottobre 2025

Questo brano del Vangelo ci presenta un episodio che può sembrare di poca importanza: Gesù è a pranzo da un fariseo e non si lava le mani secondo le prescrizioni rituali. Ma la reazione del fariseo e la risposta di Gesù ci conducono a una riflessione molto più profonda e attuale.

Il problema, secondo Gesù, non è il gesto in sé, ma l’ipocrisia che spesso si nasconde dietro certe pratiche religiose o sociali. Lavarsi le mani era un rito di purificazione simbolica, ma i farisei si preoccupavano più dell’apparenza esteriore che della verità del cuore. Gesù li richiama duramente: “Voi pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e cattiveria”.

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Queste parole possono colpire anche noi oggi. Quante volte, anche nella nostra vita, curiamo l’immagine, il rispetto delle regole, il “fare bella figura”, dimenticandoci però della sostanza? Possiamo presentarci come persone corrette, religiose, persino generose, ma se nel cuore portiamo giudizio, egoismo, invidia o durezza verso gli altri tutto ciò che mostriamo all’esterno perde valore.

Gesù ci invita a partire dal cuore, a purificare l’interno, non con riti vuoti, ma con atti concreti di amore, con una vita autentica. E aggiunge: “Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro”. Cosa significa? Significa offrire a Dio e agli altri ciò che abbiamo di più vero, anche le nostre fragilità, paure, debolezze, ma vissute con sincerità. Questa è la strada della purificazione che rende tutto puro.

Gesù non condanna il rito, ma ci ricorda che senza una vera trasformazione del cuore, anche il gesto più sacro rischia di diventare una maschera.

Per Riflettere

Quanto tempo dedico a coltivare l’interiorità, rispetto a quanto ne spendo per apparire agli altri? Ho il coraggio di guardare dentro me stesso con verità, e di affidare a Dio anche ciò che non è ancora puro?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi