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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 14 Ottobre 2025

“Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria”.
Gesù non si ferma mai all’apparenza. Le sue parole sono come una lama sottile che attraversa ogni difesa, ogni maschera, ogni “facciata religiosa”.

Ci guarda dentro. Non per condannarci, ma per liberarci. Perché sa che dietro tante belle parole, dietro gesti corretti e sorrisi educati… spesso si nasconde un cuore affaticato, chiuso, ferito.
Anche noi, come quei farisei, rischiamo di pulire solo l’esterno: l’immagine che diamo, il ruolo che ricopriamo, la reputazione da mantenere.Ma dentro? Dentro c

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’è il caos che non mostriamo, c’è l’avidità dei desideri, l’egoismo che ci rode, la fatica di perdonare, la durezza verso chi non ci capisce. Eppure, è lì che Gesù vuole entrare.
Vuole che ci lasciamo guardare davvero. Che lasciamo cadere le difese. Che non abbiamo più paura di essere sinceri con Lui.

Essere autentici significa avere il coraggio di dire: “Signore, questo sono io. Non solo ciò che mostro… ma anche ciò che nascondo.”
E allora accade qualcosa: il cuore si alleggerisce, l’anima respira, e la fede torna viva. Non fatta di riti, ma di relazione. Perché il cuore che si lascia amare… si trasforma.
E quando dentro al cuore torna a brillare la luce, anche l’esterno diventa luminoso.