don Antonello Iapicca – Vangelo del giorno – 5 Ottobre 2025

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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO. ANNO C

La Chiesa รจ nel mondo come โ€œun gelso trapiantato e gettato nel mareโ€, rivela lโ€™impossibile che va al di lร  delle leggi della natura. Come puรฒ un albero mettere radici nellโ€™acqua? Non si รจ mai visto. Cosรฌ, i cristiani nel mondo mostrano l’amore e l’unitร  che superano il limite della carne peccatrice.

Dio infatti, ha consegnato se stesso alla corruzione del sepolcro che attende la natura, per deporvi lโ€™incorruttibilitร  della sua vita divina. Ha dato suo Figlio alla morte che ghermisce ogni istante della nostra storia, per distruggerla con il suo amore. Con il perdono della sua croce ha neutralizzato il veleno mortale del demonio, e โ€œla fedeโ€ ha bussato alla porta dellโ€™umanitร .

Essa รจ il dono offerto a ogni uomo perchรฉ possa appoggiarsi allโ€™amore di Dio e sperimentare il โ€œtrapiantoโ€ di un cuore nuovo, come il โ€œgelsoโ€ strappato alle grinfie di una terra ormai corrotta e โ€œtrapiantatoโ€ nel mare.

Il gelso palestinese ha radici cosรฌ profonde da resistere perfino alle tempeste piรน impetuose, come le nostre, cosรฌ profondamente attaccate ai peccati, ai criteri, al crederci nella veritร  e dalla parte della ragione. E’ necessario un intervento molto forte per strappare le radici, quello che solo puรฒ la fede adulta.

La fede di Cristo oggi davanti a te e a me, radicati in quel giudizio che nessuno ha potuto cancellare; o a quel turbamento per un fatto che non riusciamo a capire e che ci sembra assurdo. E’ assurdo, sรฌ, irragionevole, e stiamo lottando da una vita per cambiarlo, inutilmente.

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Ebbene oggi il Signore viene e ci dice di “trapiantarci” nel mare; esso รจ immagine della precarietร  che odiamo, a differenza della terra che sembra darci sicurezza, mentre ci assorbe sempre piรน nella corruzione. E cerchiamo in essa, nonostante i fallimenti, quella pace che non ci ha dato e non ci darร .

Per questo Gesรน oggi ci chiama a lasciarci chiamare sino a mettere le radici in Lui; forse, scenderanno in un mare che non lascerร  vedere nulla, non potremo controllare e condurre la nostra vita, ma sperimenteremo la pace vera: istante dopo istante, mai assicurata, ma certa, proprio perchรฉ impossibile alle nostre forze e alla nostra ragione. In mare aperto con Lui, abbandonati al suo amore, stretti sulla sua Croce.

Per questo il mare รจ anche immagine del seno materno della Chiesa, il fonte battesimale dove un figlio di Dio puรฒ rinascere, vivere e crescere nella misericordia: un uomo salvato dalla morte, che vive laddove la natura lo impedirebbe. Un uomo rigenerato che ama oltre la barriera del rancore e della gelosia.

Anche tu ed io siamo stati โ€œtrapiantatiโ€ nel regno di Gesรน. Eโ€™ Lui il โ€œgelsoโ€ che ha steso le sue radici nel mare della morte, per elevarsi sino al cielo della vita. E’ Lui il l’albero trapiantato dalla terra al mare, in un miracolo che ha fatto risplendere la vita laddove non era possibile, nel mezzo della morte e del peccato.

Con Lui possiamo allora entrare nel mistero della Pasqua che trasforma anche la nostra morte in vita, che accende la โ€œfedeโ€ capace di compiere opere di vita eterna, ben al di lร  della natura.

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