A una lettura superficiale del Vangelo odierno, potrebbe sembrare che Gesù stia lanciando un avvertimento a Corazin, Bestaida e Cafarnao. Sembra certamente parlare con un tono minaccioso.
Tuttavia, se il messaggio viene analizzato attentamente, più che un avvertimento/minaccia, sembra che Gesù si senta ferito. Sembra incapace di comprendere come sia possibile che, mentre lui si impegna a fondo per la gente di quelle città, ci siano persone che non credono al suo messaggio, che non sono disposte ad ascoltarlo e ad accoglierlo.
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Lo zelo pastorale di Gesù lo porta a soffrire a causa dell’incredulità e della testardaggine della gente. Per Gesù, il Regno dei Cieli, l’annuncio della Parola del Padre, non è qualcosa di insignificante; anzi, da esso dipende la sua vita. E la stessa cosa che accade agli abitanti di quelle città può accadere anche a noi.
Quante volte ci aspettiamo grandi cose prima di credere, e quante volte non ci accorgiamo dei piccoli dettagli che accadono intorno a noi? Il Signore parla ai nostri cuori ogni giorno, ma dobbiamo essere capaci di ascoltare ed essere disposti ad accogliere la Sua Parola per convertire i nostri cuori a Lui.
Se Lo rifiutiamo, rifiutiamo il Padre che Lo ha mandato. Oggi è il giorno perfetto per chiedere allo Spirito Santo di aprire le nostre orecchie all’ascolto della Parola del Figlio che ci parla del Padre e delle Sue promesse per noi. Ma per ascoltarLo, dobbiamo riconoscerLo nelle piccole cose.
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