Tempo Ordinario XXVI, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 2
Oggi la Parola ci accompagna in un viaggio, un pellegrinaggio interiore verso Gerusalemme, simbolo del cuore di Dio e della sua presenza tra noi.
Tre brani ci guidano come tappe di un unico cammino: Zaccaria ci parla di popoli che accorrono attratti dalla luce di Dio; il Salmo canta la gioia di chi trova in Sion la propria casa; e il Vangelo di Luca ci mostra Gesù che si mette in cammino verso Gerusalemme, deciso e pieno di amore, anche di fronte al rifiuto.
È un invito a seguire Lui, con un cuore aperto e capace di perdono.
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Ascolta il commento:
Zc 8,20-23
Popoli numerosi verranno a Gerusalemme a cercare il Signore.
Dal libro del profeta Zaccarìa
Così dice il Signore degli eserciti: Anche popoli e abitanti di numerose città si raduneranno e si diranno l’un l’altro: “Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti. Anch’io voglio venire”. Così popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a cercare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore.
Così dice il Signore degli eserciti: In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”.
Parola di Dio.
Dal Sal 86 (87)
R. Il Signore è con noi.
Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose,
città di Dio! R.
Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
là costui è nato.
Si dirà di Sion:
«L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R.
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R.
Lc 9,51-56
Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.
Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Parola del Signore.
Il profeta Zaccaria ci offre una visione luminosa e piena di speranza: popoli di ogni lingua, uomini e donne di ogni nazione, dicono: «Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi».
È l’immagine di un mondo che non si lascia più dividere, ma si lascia attrarre dalla presenza di Dio.
È la visione di una Gerusalemme che accoglie, non una città chiusa o orgogliosa, ma una dimora di pace dove la presenza del Signore unisce e guarisce.
In questa visione, ciascuno di noi è chiamato a diventare parte di quella città, a essere luce e segno di una comunione che parla più forte delle differenze.
Il Salmo 86 fa eco a questa profezia: canta la gioia di appartenere a Sion, la città amata da Dio.
Non è solo una città geografica, ma un simbolo del cuore in cui Dio abita, del luogo dove ogni persona può sentirsi “nata” di nuovo, perché radicata nell’amore del Signore.
“Tutti là sono nati” dice il salmo, e questa parola ci rivela un mistero: davanti a Dio nessuno è straniero.
Tutti abbiamo una patria in Lui, tutti possiamo dire: “Il Signore è la mia casa”.
Quando permettiamo a Dio di costruire in noi questa Gerusalemme interiore, diventiamo testimoni di unità, capaci di attirare altri alla fede, come nella profezia di Zaccaria.
E infine, il Vangelo di Luca ci porta al cuore del mistero: Gesù “indurì il volto” e si mise in cammino verso Gerusalemme.
È un cammino deciso, consapevole, pieno d’amore: va incontro alla croce, non con durezza, ma con una forza mite.
Lungo la strada, un villaggio samaritano lo rifiuta; i discepoli vorrebbero reagire con fuoco e castigo, ma Gesù li rimprovera.
Lui non viene per distruggere, ma per salvare.
In questo gesto di perdono e pazienza si svela il volto vero di Dio: un Dio che non impone, ma attira con la misericordia; che non brucia, ma riscalda; che non divide, ma raduna.
Ecco allora il filo che unisce i tre brani:
un Dio che attira i popoli con la luce del suo amore,
una città che accoglie tutti come figli,
un Figlio che cammina deciso verso la croce per rivelare un amore più grande del rifiuto.
Noi siamo invitati a seguirlo in questo cammino, lasciandoci trasformare:
da cuori chiusi a cuori ospitali,
da sguardi giudicanti a sguardi di misericordia,
da parole dure a parole che edificano.
Gesù ci insegna che il vero pellegrinaggio verso Gerusalemme è un cammino interiore: andare là dove Dio ci chiama, con fedeltà, anche quando incontriamo rifiuto o incomprensione.
È scegliere ogni giorno la via della mitezza e del perdono, che apre strade di pace anche là dove sembra impossibile.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci invita a diventare pellegrini di pace, testimoni di un Dio che abita in mezzo a noi e che ci rende fratelli.
Lasciamoci attirare dalla sua presenza, cantiamo con gioia la nostra appartenenza a Lui, e camminiamo dietro a Cristo, verso quella Gerusalemme del cuore dove ogni ferita può essere guarita e ogni popolo può riconoscersi figlio amato.
