Chi รจ il vero fortunato? Il povero o il ricco?
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร per la Cittร del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il commento del Cardinale Angelo Comastri, offre una riflessione incentrata sulla vera fortuna nella vita, contrapponendo la ricchezza terrena alla ricchezza spirituale e alla caritร . Il Cardinale utilizza gli esempi di San Vincenzo de Paoli e del profeta Amos per sottolineare che la vera sicurezza non si trova nel guadagno facile o nella ricchezza materiale, bensรฌ nell’amore vissuto e nella fede.
La discussione รจ fortemente ancorata a un passo del Vangelo, che presenta la parabola del ricco e Lazzaro, affermando che รจ il povero in speranza a ricevere la gioia eterna, mentre l’uomo benestante e non convertito affronta la condanna. L’oratore conclude esaltando l’importanza dell’eternitร come metro di giudizio per la vita presente e citando l’esempio di Marcello Candia, un industriale che ha venduto i suoi beni per dedicarsi alla caritร , simboleggiando la trasformazione da povero a ricco in Dio.
Trascrizione del video
Certamente. Di seguito le fornisco la trascrizione completa degli estratti del video, riorganizzata con la punteggiatura corretta e le citazioni appropriate.
26ยช domenica. San Vincenzo de Paoli, in un’epoca difficilissima, ha ricordato alla Chiesa che il grande, il vero problema, sta nel decidersi a vivere la caritร , perchรฉ solo l’amore รจ credibile e soltanto l’amore vissuto rende felici. Nulla di nuovo: รจ il Vangelo. La novitร รจ questa: Vincenzo De Paoli ha creduto nel Vangelo e la fede ha reso coraggiosa e intrepida la sua caritร .
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In Francia, pensate, in quel periodo, due cardinali molto discutibili dominavano la scena nazionale, ma Vincenzo De Paoli non si scandalizzรฒ dei peccati dell’epoca, bensรฌ cercรฒ di redimere il peccato della sua epoca andando lui nella direzione del Vangelo per trascinare gli altri. I santi sono cosรฌ ed hanno un incredibile vantaggio: Dio dร loro ragione.
Prendiamo le letture di oggi. La prima รจ un breve brano del libro di Amos. Il profeta ha davanti lo spettacolo del guadagno facile durante il regno di Geroboamo in Samaria. Egli vede gente gaudente, preoccupata di crearsi sistemazioni vantaggiosissime. Il profeta allora legge i fatti con la fede e dice: “Poveretti, finirร tutto, e voi sarete i primi ad andare in esilio, precedendo il popolo sulla strada della schiavitรน”. E cosรฌ avvenne. La ricchezza non รจ la vera sicurezza. Questo รจ il messaggio sempre attuale del profeta.
Il Vangelo, attraverso la parabola, presenta lo stesso insegnamento. Dietro al discorso di Gesรน c’รจ un interrogativo, che รจ questo: chi รจ il vero fortunato, il povero o il ricco? Gesรน risponde: “Il povero“. Chi รจ il vero fortunato, chi sta bene o chi fa il bene? Risponde Gesรน: Chi fa il bene. Chi รจ il vero fortunato, chi si diverte o chi si converte? Risponde Gesรน: ร fortunato chi si converte.
A Lourdes, tante volte ho visto folle di ammalati, tra cui giovani in condizioni pietosissime. La fede avvolgeva quella folla di sani e ammalati e li rendeva una cosa sola. In ginocchio accanto a quella gente mi sono detto: “A che serve star bene, se non si ha la fede, se non si ha la speranza, se non si ha la caritร ? A che serve avere le mani se servono solo per fare del male? A che serve avere una vita in piena salute se la salute si sciupa nell’ozio, nel vuoto, nel peccato?”
ร il messaggio del Vangelo. Ascoltiamo: un povero di nome Lazzaro stava alla porta del ricco. Il povero era coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco. Ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
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Notate: Cristo mette un nome al mendicante, si chiama Lazzaro. Sรฌ, quest’uomo ha un nome perchรฉ soffre, subisce ingiustizia, ma resta nella speranza. Lazzaro รจ l’uomo visitato dalla croce, l’uomo che apparentemente non conta nulla e viene calpestato. ร l’uomo che tutti rifiutano, che nessuno invidierebbe.
Nasce subito una domanda: chi dei due realizza lo scopo della vita? Cristo risponde: “Il ricco morรฌ, e l’Ego fu il suo inferno. Lazzaro morรฌ, e la pazienza gli maturรฒ la gioia del paradiso. Lazzaro ha Dio dalla sua parte“.
ร chiara in questa parola di Gesรน l’affermazione dell’eternitร come ultimo criterio per valutare il presente, ed anche per capire la giustizia e la misericordia di Dio, che a tempi lunghi ma arriva. Talvolta i fatti della vita sembrano contro Dio, contro la sua bontร , contro la sua giustizia, ma il mondo non รจ finito, la storia non รจ giunta al termine. Diamo tempo a Dio.
La parabola ci ricorda che il cristiano vive oggi proteso verso il giorno ultimo, nel quale prevarrร per tutti la giustizia di Dio, che รจ misericordia per chi ha scelto la misericordia, ma รจ condanna per chi ha rifiutato la misericordia.
Il 31 agosto 1983 moriva a Milano Marcello Candia. Era proprietario di una fiorente industria per la produzione dell’anidride carbonica e per l’ammoniaca. Vendette tutto e partรฌ per il Brasile. Il suo patrimonio รจ diventato un ospedale, un lebbrosario, un dispensario: un gesto nella linea del Vangelo.
Giorgio Torelli ha scritto la vita di Candia, intitolata cosรฌ: “Da ricco che era…”. Ma secondo il modo nuovo di pensare che Cristo ha portato nel mondo, la vita di Candia dovrebbe intitolarsi cosรฌ: “Da povero che era si รจ fatto ricco, ricco di Dio…” E chi gli potrร mai togliere questa ricchezza? Riflettiamo finchรฉ Dio ci dร tempo, e questo รจ il tempo per pensare e per decidere. Sia lodato Gesรน Cristo.
