Nel Vangelo si dice che Erode “cercava di vedere Gesù”. Era pieno di domande: Chi è quest’uomo? È Giovanni risorto? È Elia? Eppure, nonostante la curiosità, Erode non fa nulla per avvicinarsi davvero a Gesù. Rimane a guardare da lontano, bloccato dalle sue paure, dal suo potere, e forse anche dalla sua coscienza sporca.
Ci sono dubbi che ci fanno crescere, perché ci spingono a cercare, a pregare, ad ascoltare di più. Sono quei dubbi sinceri che nascono da un cuore che desidera conoscere Dio, capire meglio la fede, e camminare con umiltà. Ma ci sono anche i dubbi che non aiutano: quelli che usiamo come scuse per non cambiare, per rimanere fermi, per non ascoltare davvero ciò che il Signore ci sta dicendo.
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La differenza non è nel dubbio in sé, ma in cosa ne facciamo. Se lo portiamo a Gesù, se preghiamo, se chiediamo consiglio a chi ci può guidare, allora quel dubbio diventa una porta aperta. Ma se lo teniamo chiuso dentro, se lo usiamo per allontanarci, allora ci confonde e ci spegne.
Chiediamo al Signore un cuore semplice, che non ha paura di domandare, ma che sa anche fidarsi e lasciarsi guidare. Anche i dubbi fanno parte del nostro cammino spirituale, sono gradini verso una amicizia più profonda con Gesù.
