Don Michele Chiapuzzi – Commento al Vangelo del 28 Settembre 2025

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Manda Lazzaro

Preghiere postume e inabilitร  ad amare. Prossimitร  fisica e lontananza relazionale. Il ricco ha vicino a sรฉ il povero Lazzaro e non lo vede. La strafottenza del superbo ricco, indefinito ma circostanziato nella sua indifferenza terrena, vuole avere la meglio anche su Abramo (espressione per dire Dio) ed ordina a questโ€™ultimo di comandare ad una, per lui, precedentemente ignota ed invisibile persona -stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola- di servirlo ed aiutarlo nella sua sete.

Chi chiude lโ€™orecchio al grido del povero muocherร  a sua volta e non otterrร  risposta (Pvr 21,13). Il ricco, che prega (nelle liturgie pubbliche e fastose) e che conosce Abramo (lo chiama padre), non conosce e non riconosce la vita di un altro uomo, il ricco รจ umanamente ateo, ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli piรน piccoli, non lโ€™avete fatto a me (Mt 25,45). Il povero Lazzaro per lui non esiste.

Per conoscere Dio bisogna conoscere lโ€™uomo (s. Paolo VI). รˆ lโ€™egoismo della ricchezza che svuota la bellezza del creato. Non lasciando bricioleโ€ฆ E diviene un grande abisso. Una briciola spalanca un abisso. Grande. Incolmabile.

Quanto tempo abbiamo sulla terra, nella vita che corre e scorre per recuperare briciole e colmare, invece di provocarli, abissi di menefreghismo, di autonomie politiche e politiche autarchiche, di furti finanziari a discapito del povero affamato? Abbi piedi di me: ma รจ egoismo?

Ricordo le parole di Elie Wiesel: prendi posizione, la neutralitร  favorisce sempre lโ€™oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato. Porpora e limo finissimo, se indossati solo per sfarzo senza coprire le nuditร  di chi ne avrebbe bisogno, non conducono nellโ€™abbraccio paterno e consolatore di Abramo.

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Abramo accogliendo nel suo seno (Le scrive proprio cosรฌ) Lazzaro nudo, coperto di piaghe, ci dona la profonditร  della tenerezza di Dio. Il padre Abramo rinnova continuamente alle coscienze, sensibili e comprensibili, che la vita รจ degna nella misura in cui risulta piena della smisura per la cura dellโ€™altro. Continuamente. Il seno di Abramo culla della concretezza per divenire discepolo nuovo.

Ma a questo punto mi chiedo: sono il ricco anonimo o sono Lazzaro povero? O entrambi? A me farisco รจ continuamente offerta la possibilitร  di convertirmi al prendermi cura dellโ€™uomo, per convertirmi a Dio-Amore. La vita credente allora diverrร  accoglienza in sรฉ stessi della vita dellโ€™altro.

Nel suo tempo terreno Lazzaro ha ricevuto i suoi mali, dovuti alla colpevole indifferenza del ricco, ora gode di un abbraccio dโ€™amore e di dignitร  eterno. รˆ consolato. Lazzaro mi urge ancora. Lazzaro mi braona ancora. Sono โ€œcostrettoโ€, se ancora oggi dico Padre nostro, a sentirlo, a vederlo, a sfamarlo, a cullarlo, a consolarlo, a portarmelo in seno. Esperienza di comunione. Esperienza di Dio. Lโ€™eternitร  adesso.

Buona domenica.

FONTETelegramChi รจ don Michele
Foto di Steve Haselden da Pixabay

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