Quello che colpisce di Gesù (e come potrebbe non essere?) è la sua totale fiducia accordata a quelli che lui stesso aveva scelto come intimi per portare a termine la sua missione terrena. Colpisce perché sembra che se la sbrighi in quattro e quattr’otto a dare delle consegne essenziali di comportamento senza badare ad altro. E questo lo fa potendo contare da sempre sulla santa e misteriosa complicità del Padre e dello Spirito Suo e del Padre.
Quale indicazione di comportamento si potrebbe ricavare, in generale, per “missionari” di oggi, quindi per tutti noi incaricati di annunciare il vangelo all’uomo d’oggi? E cosa potrebbero ricavarne i titolari primi di questa consegna, cioè sacerdoti, vescovi, diaconi e consacrati e claustrali che sono in prima linea, come Pastori, a guidare l’intero gregge?
- Pubblicità -
La metafora del “non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche” potrebbe voler significare molte cose, ma una consegna le può sintetizzare tutte: quella di fare affidamento unicamente sullo Spirito Santo.
Strategie pastorali raffinate e oculate e programmi o iniziative specifici devono sempre cedere il passo e dare il primo posto all’azione misteriosa, santa e misericordiosa dello Spirito Santo che gradisce operare, come Suo costume, lontano dalle luci della ribalta. Senza la Sua azione che opera come lievito nascosto tra le pieghe della storia nulla potrà andare in porto. È lo stesso Gesù, con una umiltà ammirevole (che noi scambieremmo per presunzione), a dirlo: “Senza di me non potete fare niente”.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
