Le tre espressioni taglienti e perentorie di Gesรน del brano di vangelo di oggi sono chiare di per sรฉ e indicano senza mezzi termini il comportamento del cristiano paragonandolo alla funzione della luce. La parabola di Gesรน รจ semplice: non ha senso accendere una luce in modo che non illumini.
Allo stesso modo, il cristiano รจ qualcuno che porta nel suo cuore la luce di Cristo ed รจ grazie a questa che puรฒ illuminare, con la sua vita e il suo esempio, i luoghi oscuri di questo mondo e gli spazi tenebrosi dove alligna il male. Magari con un equilibrio particolare che รจ quello dell’umiltร , che รจ quello di non credere di essere lui la luce. Occorre โnon mettersi in luceโ, per esempio, non mettersi in mostra, non cercare l’applauso.
La luce non va vista per sรฉ stessa, ma serve per vedere. ร la medesima umiltร iscritta nelle parole di Giovanni il Battezzatore: โOccorre che io diminuisca perchรฉ Lui crescaโ. La conclusione di Gesรน รจ impressionante e ancora una volta ci mette in guardia sull’ascolto, sull’ascoltare bene. Per essere luce โveraโ (e non fioca o altro) il discepolo deve ascoltare bene Gesรน pena il rischio della confusione, dello sconcerto che puรฒ suscitare nei fedeli un modo di testimoniare non centrato su Gesรน.
Se l’idea con cui si guarda Gesรน รจ sbagliata, tutto ciรฒ che si insegna su Gesรน sarร minacciato di errore. E a conclusione, un chiarimento sulla quasi minaccia contenuta nella frase: โFate attenzione dunque a come ascoltate; perchรฉ a chi ha sarร dato, ma a chi non ha sarร tolto anche ciรฒ che crede di avereโ. Questa frase mette in guardia il discepolo/testimone/luminoso a non trattenere per sรฉ quanto ricevuto, ma a condividerlo con gli altri, pena perderlo anche lui.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
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