Il Vangelo di questa domenica presenta la parabola dell’amministratore disonesto, che troviamo solamente in Luca. Denunciato al padrone come sperperatore dei suoi beni, un amministratore viene licenziato; deve perciò trovare una soluzione per il suo futuro. Non entra nella spirale del vittimismo cronico – la sindrome di Calimero! -, ma si chiede cosa potrà fare.
Ad una prima lettura, appare paradossale il fatto che Gesù innalzi a modello l’amministratore disonesto! In realtà, non viene elogiata la disonestà, ma il fatto che l’amministratore ha saputo agire con scaltrezza. Colpiscono tre atteggiamenti di quest’uomo: la sua capacità di riconoscere la situazione, senza piangersi addosso; il riconoscimento dei propri limiti; la tempestività nel saper prendere una decisione.
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Davanti al Signore ognuno di noi è invitato a rendere conto di quanto ricevuto, vivendo la fedeltà nella gestione delle risorse e rinunciando alla maniera illogica dello spreco.
«È necessaria quindi una decisione fondamentale tra Dio e mammona, è necessaria la scelta tra la logica del profitto come criterio ultimo nel nostro agire e la logica della condivisione e della solidarietà» (Benedetto XVI).
Sì, perché “la vita a nessuno è data in possesso, ma a tutti in amministrazione” (Seneca). Siamo infatti amministratori di doni che ci vengono dal Cielo, chiamati ad agire con coscienza!
Preghiera…
Donami, Signore, la grazia del discernimento, per non scappare dalle situazioni problematiche ma affrontarle nella fede!
Domande per noi…
- Qual è la mia reazione di fronte a situazioni critiche?
- Come vivo il rapporto con la ricchezza?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
