don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 14 Settembre 2025

Domenica 14 Settembre 2025 - ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE - Festa - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 3,13-17

Data:

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L’Esaltazione della Santa Croce: Amore e Salvezza

Don Claudio si concentra sulla Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che ricorre il 14 settembre. Viene spiegato che questa celebrazione ha radici storiche nella dedicazione della basilica di Gerusalemme, costruita per volere di Sant’Elena e Costantino, che custodiva il Calvario e il Sepolcro.

La Croce รจ presentata non come un mero oggetto, ma come il simbolo dell’amore divino e della salvezza, offerta da Gesรน attraverso il suo sacrificio. Il brano del Vangelo di Giovanni, che illustra come Gesรน sia stato innalzato per la salvezza del mondo, viene messo in parallelo con l’episodio biblico del serpente di bronzo innalzato da Mosรจ nel deserto, un’analogia che sottolinea il tema della guarigione e della vita eterna attraverso la fede.

Infine, viene evidenziato come la croce, pur rappresentando il male e l’ingiustizia, sia trasformata dall’amore di Cristo in un segno di salvezza e speranza, ribaltando la logica umana del dolore e della condanna.

Continua dopo il video.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

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Il 14 settembre รจ la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Quest’anno, cadendo di domenica, ha la precedenza sulle letture domenicali della 24ยช domenica del tempo ordinario. Ascoltiamo, quindi, le letture proprie di questa festa, che รจ legata alla storia cristiana di Gerusalemme.

L’imperatore Costantino, animato soprattutto dalla madre Elena, fece costruire a Gerusalemme alcune basiliche. La piรน importante รจ quella che custodiva il Calvario e la grotta del sepolcro. La dedicazione della Basilica della Santa Croce a Gerusalemme รจ diventata la festa dell’Esaltazione della Croce. รˆ una ripresa della tematica del Venerdรฌ Santo e il legno della croce รจ proposto come l’albero della salvezza quando viene intronizzato solennemente nel santuario cristiano.

Noi non celebriamo, perรฒ, quel fatto architettonico o liturgico. Ricordiamo l’importanza della croce per la nostra salvezza, non tanto dell’oggetto in sรฉ, quanto del fatto che Gesรน, figlio di Dio, abbia dato la vita per noi. รˆ quello che mette in evidenza il Vangelo secondo Giovanni. Ci รจ proposto un brano tratto dal capitolo 3, dal dialogo con Nicodemo, quando Gesรน gli dice: “Nessuno รจ mai salito al cielo se non il figlio dell’uomo che dal cielo รจ disceso”. Solo colui che scende puรฒ salire. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il figlio unigenito”. รˆ la rivelazione di Gesรน come figlio di Dio, dato dal Padre, offerto all’umanitร . Il figlio รจ il segno dell’amore, l’amore con cui il figlio ama il Padre dimostra quanto Dio ami l’umanitร . Non vuole che nessuno vada perduto, ma abbia la vita eterna. “Dio non ha mandato il figlio nel mondo per condannare il mondo, ma per far sรฌ che il mondo, per mezzo di lui, possa salvarsi”.

รˆ data la possibilitร  di essere salvi. Non รจ che Dio Padre voglia la morte del Figlio, vuole rivelare il proprio amore. E il figlio non vuole la morte, vuole essere fedele al Padre, ma per mantenere questa fedeltร , questa adesione totale, deve affrontare l’odio e la violenza degli uomini, proprio quegli uomini che sono destinatari del suo amore. E si lascia mettere in croce per non usare violenza contro l’uomo, per dimostrargli quanto gli vuole bene. La croce รจ il segno trinitario dell’amore di Dio, ci dimostra quanto il Signore voglia bene all’umanitร .

In quel testo giovanneo si fa riferimento al serpente che Mosรจ innalzรฒ nel deserto. E Gesรน spiega: “Cosรฌ bisogna che sia innalzato il figlio dell’uomo”. Bisogna, รจ necessario, appartiene al progetto di Dio che il Figlio sia innalzato. Nel linguaggio giovanneo l’innalzamento corrisponde alla croce. La gloria per cui Gesรน viene portato in alto coincide stranamente con il patibolo della croce. Innalzare ha un doppio significato: da una parte significa mettere in croce, appendere al palo; dall’altra significa far salire sul trono, far salire in alto, in cielo. “O uno o l’altro”, diremmo noi. Invece, nella logica giovannea i due fatti coincidono. Gesรน viene innalzato nella gloria proprio nel momento in cui viene innalzato sulla croce, come Mosรจ aveva innalzato il serpente nel deserto. รˆ ciรฒ che ci racconta la prima lettura dal libro dei Numeri.

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รˆ un episodio strano inserito nella serie dei polemici rifiuti di Israele nei confronti di Mosรจ. Il popolo si lamenta, contesta, vorrebbe tornare in Egitto, non sopporta il viaggio e parla contro Mosรจ e contro Dio. I serpenti velenosi nel deserto sono il segno della punizione. Ma il popolo si pente, riconosce di avere peccato, chiede perdono. Mosรจ intercede a favore del popolo perchรฉ possa essere salvato e il Signore gli propone un simbolo: “Fai un serpente di bronzo, mettilo sopra un’asta alto in mezzo all’accampamento. Chiunque, dopo essere stato morso, guarderร  quel serpente innalzato resterร  in vita”. Cosรฌ Mosรจ fa e cosรฌ il popolo si salva.

Nel tempio di Gerusalemme c’era un oggetto del genere, un serpente di bronzo o di rame che veniva in qualche modo a essere oggetto di culto e di venerazione da parte del popolo. Questo simbolo arcaico ci richiama il tema del male. Il serpente รจ visto come figura negativa, l’origine del male. Il serpente che morde, essendo velenoso, fa morire. Guardare il serpente di bronzo permette di vivere. รˆ un oggetto simbolico sacro, รจ un segno di male che, tuttavia, ottiene l’effetto contrario. รˆ un po’ il principio della oggettivizzazione del male. Viene oggettivato, cioรจ, non รจ una cosa generica, รจ proprio quello lรฌ. “Io mi vedo malato, riconosco il mio peccato, lo identifico, lo guardo in faccia, lo ammetto”. Quando lo riconosco come male, non fa piรน male. Nello stesso tempo รจ un principio di omeopatia: ciรฒ che fa male fa anche bene. Il male viene trasformato.

D’altra parte, la croce di Cristo รจ una ingiustizia, รจ un patibolo infame. Gesรน in croce รจ un innocente ucciso violentemente. รˆ uno sbaglio giudiziario madornale, รจ il peggiore dei mali: l’uomo che ammazza Dio. Peggio di cosรฌ non si puรฒ. รˆ male, รจ ingiustizia, รจ cattiveria, รจ la negativitร  piรน assoluta. E invece noi celebriamo la croce, la esaltiamo, la mettiamo in alto come segno della nostra salvezza. Chi รจ che ha capovolto la situazione? L’atteggiamento di Gesรน. Guardare il crocifisso รจ guardare un male, una cattiveria, un rifiuto che viene capovolto dalla potenza di Dio e diventa accoglienza, generositร , amore. Contemporaneamente, la croce dice il male di chi odia e uccide, ma dice anche la bontร  di chi รจ pronto a dare la vita per l’altro. “Non dimenticate le opere del Signore”, ripetiamo al salmo. Salmo storico che fa l’elenco della misericordia di Dio con il popolo testone nel deserto. “Non dimenticate le opere del Signore”. La croce รจ l’opera per eccellenza. “Questa รจ l’opera del Signore, ricordatela”. E nella seconda lettura, l’inno cristologico della lettera ai Filippesi celebra perfettamente il mistero della discesa e della ascesa: “Colui che รจ Dio si abbassรฒ fino in fondo, per questo Dio lo ha esaltato”. Esaltiamo la Santa Croce, cioรจ esaltiamo l’amore di Dio che capovolge il nostro male e rende possibile la salvezza.

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