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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 Settembre 2025

La genealogia appena scorsa nel brano del Vangelo ci mostra che Gesù è parte di una storia fatta di uomini e donne in carne ed ossa, con i loro limiti, i loro desideri, le loro zoppìe, balbuzie, incertezze e al tempo stesso con le proprie promettenti potenzialità, con i propri punti di forza che la fede è in grado di illuminare e valorizzare.

Gesù, non differentemente da noi, è una persona capace di sorriso e di pianto, di entusiasmo e sofferenza, di azione e riflessione; condividendo con noi la nostra stessa natura la esalta senza che essa diventi un peso. Il figlio di Dio, in tal senso, viene ad incoraggiarci per mostrare che i confini da cui siamo definiti non devono rappresentare un limite, ma sono invece un campo di possibilità, un margine di azione e definizione di sé.

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Se, infatti, lasciamo che il nostro essere sia illuminato dalla fede e le nostre capacità valorizzate dalla volontà di agire costruttivamente per noi e per gli altri, allora quel che siamo non è più così marginale. Non siamo “condannati” dal limite intrinseco alla natura, ma semmai ne siamo avvalorati.

Il Signore non ci desidera superiori, al di sopra della nostra esistenza, più forti del contesto in cui ci troviamo a vivere ed operare; al contrario, il Padre vuole valorizzarci proprio dove siamo e per quel che siamo, ciascuno secondo le proprie possibilità. Di tutte le azioni che il Figlio di Dio compie nell’arco della propria vita, a lasciarci maggiormente colpiti non sono solo i miracoli ultraterreni, che ne sottolineano l’identità divina, ma le azioni più “umane” che egli compie da amico e fratello, da maestro, nella quotidianità.

Azioni fondamentali e raggiungibili, di cui noi stessi siamo in grado, vivendo alla sua presenza, nel desiderio di renderci il più possibili vicini ad un’umanità che assomiglia al Dio che l’ha creata.

Per riflettere

Quali sono le azioni che più possono avvicinarci a questa esperienza di Dio? In quale circostanza della nostra vita abbiamo sentito di essere vicini al Padre, vivendo situazioni ordinarie? In che modo oggi possiamo farci autori di gesti semplici e tuttavia simili a quelli di Cristo?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi