Quando Gesรน si ritrova folle che lo seguono, preferisce chiarire i termini della sequela. In questa folla non ci sono solo gli apostoli, i discepoli e i cosiddetti vicini ma anche tante altre persone che Gesรน accoglie attraverso una chiarezza che ogni rapporto dovrebbe racchiudere.
ยซSe uno viene a me e non mi ama piรน di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non puรฒ essere mio discepolo.ยป
Questo versetto molto spesso รจ stato utilizzato e ancora oggi si utilizza in una prospettiva vocazionale anche se il Vangelo si rivolge a tutti in termini di stile di vita simile a quello di Gesรน.
Tradotto letteralmente, il testo greco dice: โse non odia suo padre, sua madreโฆโ. ร un semitismo: non indica disprezzo o rifiuto. Amare Cristo significa che ogni altro legame โ pur buono e santo โ acquista un valore diverso.
Nel libro della Genesi ad esempio leggiamo che: โGiacobbe amรฒ Rachele piรน di Lia. (29,30-31), il Signore vide che Lia era odiata. La traduzione letterale anche qui non รจ intesa come lโodio che conosciamo noi in chiave moderna ma semplicemente (amata di meno), quindi no โnon amataโ, ma amata di meno, ma sempre amata.
Non sempre perรฒ questo versetto viene interpretato in modo equilibrato perchรฉ lo si legge in chiave di separazione dai legami famigliari e amicali per poter essere di Cristo. Ora la domanda che nasce spontanea รจ: possono questi legami ledere il rapporto con Dio? Possono invece contribuire a far crescere il rapporto con Dio? La risposta รจ come sempre SI e NO, dipende da noi. ร tutto una questione di equilibrio senza dubbio, ma pensare che schiere di religiosi, hanno chiuso letteralmente le porte ai legami famigliari e amicali a mio avviso non ha nulla a che vedere con il Vangelo. Quasi che Dio godesse nel compiacersi di scelte cosรฌ drastiche e inumane.
Il discepolato esige un ordine nuovo degli affetti: Dio al primo posto che non esclude lโaffetto e lโamore verso gli altri, compresa la propria famiglia di origine.
ยซColui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non puรฒ essere mio discepolo.ยป, anche in questo contesto la croce non equivale a procurarsi sofferenza, non essere felici o addirittura flagellarsi, no! La nostra croce a volte รจ la nostra vita, quando viviamo ciรฒ che Gesรน stesso ha vissuto. Quando ci sentiamo traditi, quando non ci sentiamo capiti, quando viviamo la doppiezza di cuore, non amiamo e continuiamo a crogiolarci in schemi ripetitivi e distruttivi. La Croce in ultima analisi รจ tutto ciรฒ che ci fa soffrire, dentro e fuori di noi.
E come possiamo dopo la croce risorgere? Risorgeremo ogni qualvolta saremo capaci di trasformare le nostre meschine guerre interiori ed esteriori in spazi di pace, riconciliazione e fraternitร . Come lo stesso Gesรน ha fatto, rispondere al male con il bene.
In conclusione ยซchiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepoloยป, i nostri averi non sono solo materiali, possono essere il voler avere sempre ragione, il voler continuare imperterriti su strade dissestate, non voler cambiare il nostro atteggiamento interiore davanti a situazioni quotidiane. Questi sono anche i nostri averi che sarebbe meglio perderli che trovarli.
CHI E’ ANGELO SABATINO
Docente di religione
Educatore professionale socio-pedagogico.
Counselor e Coach
Accompagnamento umano e spirituale
Membro dell’Associazione Laicale di promozione umana e cristiana “Seguimi” – Roma.
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Sito associazione: www.grupposeguimi.org
