Angelo Sabatino – Commento al Vangelo del 7 Settembre 2025

Domenica 7 Settembre 2025 - XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 14,25-33

Data:

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Quando Gesรน si ritrova folle che lo seguono, preferisce chiarire i termini della sequela. In questa folla non ci sono solo gli apostoli, i discepoli e i cosiddetti vicini ma anche tante altre persone che Gesรน accoglie attraverso una chiarezza che ogni rapporto dovrebbe racchiudere.

ยซSe uno viene a me e non mi ama piรน di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non puรฒ essere mio discepolo.ยป

Questo versetto molto spesso รจ stato utilizzato e ancora oggi si utilizza in una prospettiva vocazionale anche se il Vangelo si rivolge a tutti in termini di stile di vita simile a quello di Gesรน.

Tradotto letteralmente, il testo greco dice: โ€œse non odia suo padre, sua madreโ€ฆโ€. รˆ un semitismo: non indica disprezzo o rifiuto. Amare Cristo significa che ogni altro legame โ€” pur buono e santo โ€” acquista un valore diverso.

Nel libro della Genesi ad esempio leggiamo che: โ€œGiacobbe amรฒ Rachele piรน di Lia. (29,30-31), il Signore vide che Lia era odiata. La traduzione letterale anche qui non รจ intesa come lโ€™odio che conosciamo noi in chiave moderna ma semplicemente (amata di meno), quindi no โ€œnon amataโ€, ma amata di meno, ma sempre amata.

Non sempre perรฒ questo versetto viene interpretato in modo equilibrato perchรฉ lo si legge in chiave di separazione dai legami famigliari e amicali per poter essere di Cristo. Ora la domanda che nasce spontanea รจ: possono questi legami ledere il rapporto con Dio? Possono invece contribuire a far crescere il rapporto con Dio? La risposta รจ come sempre SI e NO, dipende da noi. รˆ tutto una questione di equilibrio senza dubbio, ma pensare che schiere di religiosi, hanno chiuso letteralmente le porte ai legami famigliari e amicali a mio avviso non ha nulla a che vedere con il Vangelo. Quasi che Dio godesse nel compiacersi di scelte cosรฌ drastiche e inumane. 

Il discepolato esige un ordine nuovo degli affetti: Dio al primo posto che non esclude lโ€™affetto e lโ€™amore verso gli altri, compresa la propria famiglia di origine. 

ยซColui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non puรฒ essere mio discepolo.ยป, anche in questo contesto la croce non equivale a procurarsi sofferenza, non essere felici o addirittura flagellarsi, no! La nostra croce a volte รจ la nostra vita, quando viviamo ciรฒ che Gesรน stesso ha vissuto. Quando ci sentiamo traditi, quando non ci sentiamo capiti, quando viviamo la doppiezza di cuore, non amiamo e continuiamo a crogiolarci in schemi ripetitivi e distruttivi. La Croce in ultima analisi รจ tutto ciรฒ che ci fa soffrire, dentro e fuori di noi. 

E come possiamo dopo la croce risorgere? Risorgeremo ogni qualvolta saremo capaci di trasformare le nostre meschine guerre interiori ed esteriori in spazi di pace, riconciliazione e fraternitร . Come lo stesso Gesรน ha fatto, rispondere al male con il bene.

In conclusione ยซchiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepoloยป, i nostri averi non sono solo materiali, possono essere il voler avere sempre ragione, il voler continuare imperterriti su strade dissestate, non voler cambiare il nostro atteggiamento interiore davanti a situazioni quotidiane. Questi sono anche i nostri averi che sarebbe meglio perderli che trovarli.

CHI E’ ANGELO SABATINO

Docente di religione
Educatore professionale socio-pedagogico.
Counselor e Coach 
Accompagnamento umano e spirituale
Membro dell’Associazione Laicale di promozione umana e cristiana “Seguimi” – Roma.

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Sito: https://angelosab82.wixsite.com/website
Sito associazione: www.grupposeguimi.org

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