Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 Settembre 2025

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ยซPotete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo รจ con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarร  loro tolto: allora in quei giorni digiunerannoยป.

Cristo Gesรน non รจ venuto ad avvilire le nostre vite, nรฉ il mistero dell’incarnazione si รจ realizzato per indurci alla privazione della vita. Al contrario, il figlio di Dio รจ sceso in terra ed entrato nella storia per realizzare la vita, per dare pienezza all’esistenza, per avverare la promessa di salvezza di Dio.

รˆ in ragione di ciรฒ che gli apostoli alla presenza del Cristo vivono una vita fatta di gioia vera, non di dissolutezza, di entusiasmo profondo e non di smoderatezza. Agli occhi di chi guarda queste cose possono confondersi solo se non si coglie fino in fondo il valore vivificante che ha la parola di Gesรน; la sua Persona viene a trasformare gli aspetti piรน terreni mediante una forza nuova, la bellezza di sentirsi parte di un progetto piรน grande, una prospettiva che ci comprende e accoglie tutti, con le nostre contraddizioni, i nostri dolori, le nostre personali sfide.

Ecco perchรฉ al suo cospetto, alla luce del Figlio di Dio, le nostre quotidianitร , cosรฌ come le nostre storie, assumono un aspetto trasfigurato dalla sua presenza. Essere cristiani non vuol dire, dunque, abitare la sola rinuncia o la negazione del proprio slancio vitale; al contrario significa assecondare chi siamo nella nostra umanitร , secondo le nostre capacitร , nel rispetto nostro e degli altri, e nel panorama di un disegno di bene che ci comprende tutti.

รˆ proprio cosรฌ che possiamo dire di vivere da credenti. Anche la rinuncia, la lotta interiore e il digiuno dalle tentazioni, in quest’ottica, assumono allora un aspetto che assomiglia ad un inno di vita, piuttosto che ad un’esaltazione della miseria umana.

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Per riflettere

Quando mi sono sentito vivificato dalla presenza di Cristo nella mia vita? Sono consapevole della presenza di Dio nei miei giorni e so per questo vivere una gioia piena? So riconoscere la rinuncia fine a se stessa, o per qualche obiettivo esterno, e quella che so invece dedicare al Signore?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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