Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Settembre 2025

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Vangelo del giorno di Lc 4,16-30

Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncioโ€ฆ Nessun profeta รจ bene accetto nella sua patria.

In quel tempo, Gesรน venne a Nร zaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrรฒ nella sinagoga e si alzรฒ a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaรฌa; aprรฌ il rotolo e trovรฒ il passo dove era scritto:
ยซLo Spirito del Signore รจ sopra di me;
per questo mi ha consacrato con lโ€™unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, 
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertร  gli oppressi,
a proclamare lโ€™anno di grazia del Signoreยป.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnรฒ allโ€™inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciรฒ a dire loro: ยซOggi si รจ compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltatoยป.
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: ยซNon รจ costui il figlio di Giuseppe?ยป. Ma egli rispose loro: ยซCertamente voi mi citerete questo proverbio: โ€œMedico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafร rnao, fallo anche qui, nella tua patria!โ€ยป. Poi aggiunse: ยซIn veritร  io vi dico: nessun profeta รจ bene accetto nella sua patria. Anzi, in veritร  io vi dico: cโ€™erano molte vedove in Israele al tempo di Elรฌa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elรฌa, se non a una vedova a Sarรจpta di Sidรฒne. Cโ€™erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisรจo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamร n, il Siroยป.
Allโ€™udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della cittร  e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro cittร , per gettarlo giรน. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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Parola del Signore.

Gesรน frequenta la sinagoga. Non la snobba, non si sente migliore. Potrebbe farlo, la sua conoscenza delle cose di Dio รจ immediata e diretta, lui conosce il pensiero di Dio, ma non lo fa.

Partecipa alla messa domenicale, diremmo oggi, un poโ€™ noiosa e frequentata, ormai, solo da persone anziane. Non si ritaglia una fede a sua misura (come facciamo noi!), vive la quotidianitร  in sana obbedienza, perchรฉ sa che nellโ€™umano e nel quotidiano noi facciamo esperienza del Padre.

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Sale a leggere la Parola. Due dettagli riportati da Luca ci incuriosiscono: รจ lui ad aprire il rotolo del profeta Isaia. Di solito era lโ€™inserviente a farlo. Il messaggio รจ chiaro: solo in Gesรน possiamo aprirci allโ€™intelligenza delle Scritture, capire come lโ€™Antico Testamento sia una preparazione alla venuta del Messia.

Alla fine della lettura chiude il rotolo e si siede. Chiude il rotolo: ormai lโ€™attesa del Messia si รจ conclusa, non dobbiamo attendere nuove rivelazioni, ulteriori aggiunte a quanto, in Cristo, abbiamo capito.

E si siede, come fanno i rabbini prima di insegnare. Di solito ci si aspettava dal lettore qualche timida parola che aiutasse la comprensione del testo appena proclamato. Non era difficile fare un commento: bastava mandare a memoria una delle interpretazioni fatte da qualche autorevole studioso e che circolavano negli ambienti delle sinagoghe o che, pure, qualcuno aveva ascoltato da qualche famoso rabbino a Gerusalemme e che aveva riportato alla piccola comunitร  di Nazareth.

Ma cosรฌ non accade: Gesรน non fa commenti altrui. Proclama: quanto annunciato dal profeta Isaia si realizza qui, ora. Oggi si compie la salvezza, la liberazione, la consolazione. Oggi รจ il tempo di Dio. Oggi il Signore รจ qui. La Parola si compie, si realizza, si incarna.

รˆ lui colui di cui si parla, lui lโ€™atteso, lui il germoglio di Iesse, il Messia. Apriti cielo! Tutti si svegliano dalla predica intorpidente! Ma chi si crede di essere? รˆ troppo banale, Gesรน, troppo conosciuto, per avere pretese messianiche.

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Non corriamo lo stesso rischio: credere di credere.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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