Il posto dell’uomo: tra orgoglio e umiltà
La forza della venuta di Gesù è l’umiltà. L’uomo formato di terra riceve il soffio vitale stesso di Dio. Quando dimentica la sua origine fa la sua scelta per il vano prestigio e per l’orgoglio. Messo al vertice della creazione, l’uomo ha le chiavi “per far camminare il mondo nel buon senso”. Ma se l’orgoglio lo fa deviare verso il male, fa cadere il mondo nella violenza.
L’uomo che dimentica Dio prende per maestro l’assoluto dell’altro, distrugge gelosamente chiunque per prendere il suo posto in alto. L’uomo orgoglioso disprezza l’altro e cerca di umiliarlo, distruggerlo e dominarlo. La condizione dell’orgoglioso è senza rimedio perché la radice del male è in lui stesso.
L’umiliazione è il contrario dell’umiltà. La prima conduce alla violenza e produce delle rivolte, la seconda conduce alla gloria e produce dei discepoli e dei santi. E la lezione di Ben Sirac della prima lettura è luminosa. Apre all’universale: ciascun essere umano, ogni popolo, ogni cultura può esaminarsi. Qual è la scelta di vita: l’orgoglio, il male, la violenza e la morte o l’umiltà , il rispetto, la pace e la gloria?
Ecco l’ideale del saggio: “un orecchio che ascolta”. La parola di Dio è sapienza per il mondo. La parola orientata al mondo, ma che non può essere efficace se non quando è ascoltata come appello alla conversione. Il profeta indica il cammino di Dio e il saggio impara a camminare ogni giorno su questa strada. La Parola è allora luce per i miei passi.
Gesù si è fatto umile. Da Nazareth al Calvario, ecco perché Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome. L’umiltà è la scelta di Dio per aprire le porte del Regno ai poveri. Questa Parola di Dio ha aperto il Vangelo con un invito: quello delle Beatitudini. Paradosso di Dio unico e maestro di tutto che si rivela nella debolezza. Così comprendiamo che solo Dio poteva rivelarsi amore. Dio non ha mai aggredito il cuore dell’uomo. Dio che si rivela nella stessa debolezza. Questa è la nostra forza!
Ancora. I primi saranno gli ultimi se si mettono loro stessi ai primi posti. L’umiltà non è creazione dell’uomo che crea soltanto rivolta e violenza, ma una grazia di Dio che ci rivela il nostro posto, perché, Gesù Cristo, il Verbo fatto carne, nel Vangelo ci rivela non soltanto chi è Dio, ma anche chi è l’uomo.
L’uomo è un fratello che vive la novità di questo invito di Dio a partecipare al banchetto. L’uomo è umile quando riconosce di non essere Dio, che non è onnipotente padrone del mondo, che non ha il diritto di uccidere perché non è il padrone della vita e della morte.
La vera felicità non è nelle false glorie umane del potere , del denaro e del prestigio: Beati i poveri, gli storpi e gli umili! Beati gli invitati alle nozze dell’Agnello.
