Il proselitismo non รจ normalmente parte della cultura ebraica del tempo ed รจ quindi strano associarlo a scribi e farisei; questa anomala ricerca di coloro che dovevano essere guide del popolo era motivata da qualche interesse personale, dal desiderio di esercitare potere e dominare gli altri.
Non fu forse il timore di โperdere dei discepoliโ che li decise a condannare a morte Gesรน (Gv 11, 47–48)? Il vero pastore sa che il gregge non gli appartiene, รจ solo il custode, il vicario del Buon Pastore. Si prende cura del gregge, come se fosse proprio, lo protegge, lo ama, lo conosce, si preoccupa della sua crescita personale, ma non si arricchisce a spese del gregge o spadroneggia.
In Ezechiele un intero capitolo (34) รจ dedicato a profezie contro i pastori che โusanoโ le pecore, ma se allarghiamo il nostro orizzonte sappiamo che queste invettive non riguardano solo chi ha responsabilitร nella Chiesa, ma ogni cristiano a cui, in qualche misura, sono affidati dei fratelli. ร il lavoro dell’amico dello sposo, di Giovanni Battista che poi si ritrae per lasciare il posto al vero Pastore (Gv 3, 30).
Per riflettere
ร necessario prendersi cura della crescita personale e spirituale degli altri con sguardo liberante, aiutandoli a trovare ed incamminarsi per la strada che il Signore ha tracciato per loro.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
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