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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 Agosto 2025

Vangelo del giorno di Mt 23,13-22

Guai a voi, guide cieche.

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».

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Parola del Signore.

Mi tremano i polsi, leggendo queste parole.
Perché so bene, come sai anche tu, amico lettore, che Gesù si sta rivolgendo a noi, prima ancora che ai farisei.

Perché certe sottili storture, certi inciampi, certe abnormità non sono confinate a quel tempo, ma risuonano forti e chiare in mezzo a noi, nonostante duemila anni di cristianesimo.

Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 Agosto 2025” su Spreaker.

Il mondo religioso rischia continuamente di scivolare nell’eccesso, di ricadere negli stessi errori, di reiterarli senza riconoscerli.

Come quelli che compiono coloro i quali, anche fra noi cristiani, percorrono chilometri pur di fare un proselito, che pensano di essere stati investiti direttamente da Dio per riempire le chiese.

Il problema è che il proselito non lo cercano fra i non credenti… ma dentro la parrocchia!

E quanti, sentendosi un po’ più devoti degli altri, decisamente più cattolici e ferventi, alla fine della fiera chiedono ai seguaci molto di più di quanto la Chiesa, nella sua saggezza bimillenaria, chiede.

Così rischiamo di forgiare dei “super-cattolici”, che aggiungono sempre una preghiera, una devozione, qualcosa che distingua, che manifesti più fede, che sia più di quanto chiesto.

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Il mondo è già salvo, non dobbiamo salvarlo noi, il mondo è salvo ma non lo sa, lo dimentica.

Quello che possiamo fare, semmai, è vivere da salvati, rendere testimonianza alla vita bella del Vangelo.

Il resto verrà da sé: se sapremo vivere con semplicità e gioia diventeremo pagina pubblicitaria del Regno.

Gesù, poi, entra nel dettaglio.
E questa volta a tremarmi sono le ginocchia…

Perché anche noi, a volte, tutti presi dai nostri ragionamenti, ci arrampichiamo sugli specchi per non vedere cose palesemente sbagliate.

Date le premesse, giungiamo a confermare le nostre conclusioni, come l’assurdo ragionamento riguardante il giuramento sul tesoro del tempio citato da Gesù.

A volte a smontare certi nostri voli pindarici, teologici e morali, basta un po’ di buon senso.

Il Signore ci perdoni e ci faccia tornare alle radici, alla semplicità del testo evangelico!

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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