Molti sono chiamati a lasciarsi divinizzare nella festa dell’amore di Dio. A ben vedere, tutti: prima gli invitati rivelatisi indifferenti e persino ostili, che pur di non venire uccisero chi aveva portato loro l’invito; poi gente di ogni sorta, raccattata per strada, buoni e cattivi. Tutti invitati, a prescindere dal loro passato, perchรฉ ciรฒ che importa รจ adesso: il desiderio di fare festa insieme. Dio oggi vuole fare festa con tutti e quindi fa invitare tutti.
Ma non tutti coloro che accettano l’invito sono davvero riconoscenti del dono ricevuto. Chi non lo รจ viene rappresentato dalla parabola come ยซun uomo che non indossava l’abito nuzialeยป. Non penso per modestia, nรฉ per povertร : presumo che il sovrano non abbia badato a spese, e abbia regalato volentieri un abito adeguato anche a chi non se lo sarebbe potuto permettere. Forse quel tizio รจ entrato solo per sfida, senza voler veramente partecipare insieme agli altri, ma tanto per criticare coloro che giudicava indegni, a partire dal re che ha invitato chi non se lo meritava. โร ingiusto! Fa a tutti lo stesso invito, senza nemmeno posti riservati per i piรน meritevoli! Non รจ meritocratico!โ
E a notare il bastian contrario รจ proprio il re: spetta unicamente a lui il giudizio. Quell’altro era fisicamente dentro, ma spiritualmente fuori dalla festa che implica il gioire gli uni per gli altri. Come se quel tipo avesse fatto la comunione pur senza voler essere in comunione con gli altri, ma anzi tenendosene deliberatamente fuori. Quasi un imbucato a scrocco, senza alcun cenno di riconoscenza. Il re non caccia i cattivi, ma solamente chi ha scelto di presentarsi senza la nuova veste. Chi sceglie di restare macchiato, sporco, pur avendo la possibilitร di potersi lavare. Chi รจ totalmente fuori luogo.
Insomma, essere battezzati, entrare in Chiesa e andare a Messa, insomma, non garantisce di per sรฉ la felicitร eterna, se ogni occasione viene vissuta non per lasciarsi amare da Dio e far festa, bensรฌ per mormorare e sparlare, sentendosi superiori agli altri. E noi, con quale abito scegliamo di presentarci davanti al Signore? Con quello della lamentela o della gratitudine?
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Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). ร socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. ร docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. ร un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesรน. Un’immersione nella storicitร dei Vangeli, Postfazione di Gรฉrard Rossรฉ, EDB 2019.
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