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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 21 Agosto 2025

Un giorno, durante un incontro in carcere, tra i detenuti a cui facevo il catechismo, uno mi ha guardato negli occhi e mi ha detto:
«Frate, io ho paura. Ho paura che, quando morirò, Dio mi guarderà come quel re del Vangelo e mi dirà: “Tu non hai l’abito nuziale. Vai fuori!”. Ho paura dell’inferno.»

Quella paura era vera. Non era teatrale, né esagerata. Era il cuore di un uomo che si stava prendendo sul serio davanti a Dio.

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Allora ho cercato di rassicurarlo e gli ho risposto con dolcezza, ma anche con franchezza:
«Fratello, quell’abito nuziale non è qualcosa che devi andare a comprare da solo. È Dio stesso che te lo vuole donare. È il suo perdono, è la sua misericordia, è il suo amore che ti riveste. Ma devi volerlo. Devi accoglierlo. Non si entra al banchetto per caso. Si entra perché si risponde a un invito e si accoglie un dono.»

Gli occhi di quell’uomo si sono riempiti di lacrime. Non era più solo paura, ma anche speranza.
Perché sì, è vero: Dio ci chiama, ma non basta presentarsi. Serve il cuore, serve il desiderio di essere trasformati, di essere rivestiti di Cristo.

E se oggi ascolti questa parola, non spaventarti. Piuttosto, chiediti: sto indossando l’abito dell’amore? Mi sto lasciando vestire da Dio? Perché lui non vuole cacciarmi… vuole abbracciarmi. Ma non può farlo se io non voglio cambiare.