Un giorno, durante un incontro in carcere, tra i detenuti a cui facevo il catechismo, uno mi ha guardato negli occhi e mi ha detto:
ยซFrate, io ho paura. Ho paura che, quando morirรฒ, Dio mi guarderร come quel re del Vangelo e mi dirร : โTu non hai lโabito nuziale. Vai fuori!โ. Ho paura dellโinferno.ยป
Quella paura era vera. Non era teatrale, nรฉ esagerata. Era il cuore di un uomo che si stava prendendo sul serio davanti a Dio.
Allora ho cercato di rassicurarlo e gli ho risposto con dolcezza, ma anche con franchezza:
ยซFratello, quellโabito nuziale non รจ qualcosa che devi andare a comprare da solo. ร Dio stesso che te lo vuole donare. ร il suo perdono, รจ la sua misericordia, รจ il suo amore che ti riveste. Ma devi volerlo. Devi accoglierlo. Non si entra al banchetto per caso. Si entra perchรฉ si risponde a un invito e si accoglie un dono.ยป
Gli occhi di quellโuomo si sono riempiti di lacrime. Non era piรน solo paura, ma anche speranza.
Perchรฉ sรฌ, รจ vero: Dio ci chiama, ma non basta presentarsi. Serve il cuore, serve il desiderio di essere trasformati, di essere rivestiti di Cristo.
E se oggi ascolti questa parola, non spaventarti. Piuttosto, chiediti: sto indossando lโabito dellโamore? Mi sto lasciando vestire da Dio? Perchรฉ lui non vuole cacciarmiโฆ vuole abbracciarmi. Ma non puรฒ farlo se io non voglio cambiare.
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