«Se vuoi essere perfetto lascia tutto e seguimi».
E il giovane se ne va triste. Le parole di Gesù confortano il cuore: non tutti abbiamo la forza è il coraggio di una radicalità estrema (lascia tutto e seguimi), ma non per questo ci è vietato il Regno di Dio. Allo stesso tempo il rifiutare la radicalità lascia un segno di tristezza nel cuore: abbiamo intravisto la bellezza di questo dono totale, ma non abbiamo la forza di seguirla.
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Mi colpisce pensare che Dio fa una proposta che accoglie tutti, i più forti d’animo e i più deboli, chi sta in piedi e chi cade. A nessuno è chiusa la porta, a nessuno è rifiutato il Regno; ma per chi ha il coraggio di abbandonarsi e donarsi totalmente è preparata la gioia anziché la tristezza di chi trattiene qualcosa per sé.
Abbandonare le cose che abbiamo, siano esse i beni materiali, siano esse i nostri progetti, siano esse i nostri desideri e progetti per le persone care, richiede una grande umiltà e un grande sacrificio. Questo passo di distanza però lascia lo spazio a Dio per entrare e dare una direzione al nostro passo e a quello di chi è intorno a noi, passo verso ciò che davvero ci rende lieti.
Per riflettere
Proviamo a offrire con umiltà ciò che abbiamo di caro al Signore. Lasciamo a lui la guida, senza cercare di mantenere il controllo di quello che riteniamo nostro e che—in fin dei conti—ci è donato.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
