Mi intenerisce l’evento descritto: delle persone, probabilmente dei genitori, portano a Gesรน dei bambini perchรฉ imponga le mani su di loro e preghi per loro. Portano a Gesรน la cosa piรน importante che hanno, la cosa a cui sono piรน affezionati, perchรฉ Egli preghi per essa.
I discepoli rimproverano questo gesto. Perchรฉ? Forse perchรฉ ritengono che Gesรน venga disturbato? Forse perchรฉ ritengono che abbia cose piรน importanti su cui concentrarsi, come predicare agli adulti per la loro salvezza?
E Gesรน chiede di โnon impedireโ che i bambini vengano a lui. Come se insito nel cuore del bambino ci fosse un movimento verso Dio, che il mondo degli adulti, calcarizzato e arrugginito su abitudini, maschere e ideologie, rischia di fermare.
Quello di Gesรน รจ di nuovo un invito a osservare i bambini, osservare il loro naturale movimento verso Dio, coglierlo, assecondarlo, imparare da esso. La semplicitร dell’affezione: la fiducia, la totalitร del coinvolgimento nelle cose, la gioia, la sinceritร ; come san Paolo suggerisce osserviamo e teniamo ciรฒ che รจ buono per imparare da esso.
Per riflettere
Qual รจ la cosa piรน importante che ho? La presento a Dio, affidandogliela? Osservo con umiltร le persone intorno a me, grandi e piccole, per imparare da loro?
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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
