Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Agosto 2025

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Vangelo del giorno di Mt 18,1-5.10.12-14

Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli.

In  quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesรน dicendo: ยซChi dunque รจ piรน grande nel regno dei cieli?ยป.
Allora chiamรฒ a sรฉ un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
ยซIn veritร  io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciรฒ chiunque si farร  piccolo come questo bambino, costui รจ il piรน grande nel regno dei cieli. E chi accoglierร  un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perchรฉ io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che รจ nei cieli.
Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerร  le novantanove sui monti e andrร  a cercare quella che si รจ smarrita? In veritร  io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerร  per quella piรน che per le novantanove che non si erano smarrite. Cosรฌ รจ volontร  del Padre vostro che รจ nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perdaยป.

Parola del Signore.

Farsi piccoli come i bambini. รˆ ciรฒ che chiede il Signore ai propri discepoli, a noi, a me.
Farsi piccoli in un mondo in cui tutti sgomitano e urlano, in cui ci si scazzotta per un titolo, per un riconoscimento, per un briciolo di visibilitร , per un like.

A volte, purtroppo, come ben segnalato da papa Francesco, anche nella Chiesa si sgomita, in Vaticano fra prelati ma anche in un presbiterio, fra catechisti, animatori, cantori…
Piccole e sante sgomitate per essere in qualche modo (santamente) riconosciuti.

Gesรน, invece, propone ai suoi di farsi piccoli. Che non significa giocare a fare i falsi umili, o, peggio, a dare la stura alla nostra vena autolesionista e depressa.
Quanti cattolici incontro che dicono: non valgo a niente! Quella non รจ umiltร , ma depressione!

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Dio vede in me un capolavoro e agisce perchรฉ io fiorisca e, perchรฉ questo accada, devo, come i bambini, fidarmi.
Cioรจ ragionare col cuore di un bambino che lascia emergere la propria parte pura e limpida, quella che si affida, che attende, che crede.

Farsi piccoli richiede uno sforzo, non ci viene naturale, affatto.
Richiede partecipazione e convinzione, ponendo la presenza di Dio in cima ai nostri pensieri, dopo le nostre legittime ambizioni.

Farsi piccoli: ci basta sapere di essere preziosi agli occhi di Dio, di essere unici nel suo sguardo, amati come quella pecora imbranata che si perde nei pascoli della vita.
E riconoscere nellโ€™abbraccio forte del pastore che ci รจ venuto a cercare lโ€™abbraccio di Dio.

Dio vuole la mia salvezza, รจ il suo pensiero costante, gli sto a cuore, ogni uomo gli sta a cuore, รจ insopportabile, per lui, che qualcuno si perda, si butti via.
Questa รจ una delle certezze che Gesรน รจ venuto a scardinare dal cuore dellโ€™uomo: Dio non รจ pronto a punirmi, come se fosse un vigile severo o un austero preside, ma desidera la mia salvezza.

Farsi piccoli per farsi portare in spalla, per essere presi in braccio.
Davvero vogliamo qualcosa di diverso? Davvero non vogliamo farci trovare?

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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