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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 8 Agosto 2025

Rinneghi se stesso. È una richiesta grande e dura, sfidante se uno la prende sul serio. Vogliamo prenderla sul serio? E innanzitutto, cosa vuol dire? Guardiamo le parole di qualcuno ben più grande di noi, di Papa Giovanni Paolo II alla XVI Giornata Mondiale della Gioventù.

«“Rinneghi se stesso”. Rinnegare se stessi significa rinunciare al proprio progetto, spesso limitato e meschino, per accogliere quello di Dio: ecco il cammino della conversione, indispensabile per l’esistenza cristiana, che ha portato l’apostolo Paolo ad affermare: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20).

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Gesù non chiede di rinunciare a vivere, ma di accogliere una novità e una pienezza di vita che solo Lui può dare. L’uomo ha radicata nel profondo del suo essere la tendenza a “pensare a se stesso”, a mettere la propria persona al centro degli interessi e a porsi come misura di tutto. Chi va dietro a Cristo rifiuta, invece, questo ripiegamento su di sé e non valuta le cose in base al proprio tornaconto.

Considera la vita vissuta in termini di dono e gratuità, non di conquista e di possesso. La vita vera, infatti, si esprime nel dono di sé, frutto della grazia di Cristo: un’esistenza libera, in comunione con Dio e con i fratelli (cfr. Gaudium et spes, 24)».

La sfida è grande è fa un po’ tremare le gambe; ma abbiamo sperimentato nella nostra vita un momento in cui affidando i nostri passi a Dio e seguendo il suo cammino ci siamo sentiti liberi e felici?

Per riflettere

Oggi desidero guardare i miei desideri e i miei progetti con purezza, presentarli davanti a Te, Gesù, ed essere disponibile a vedere quale strada mi indichi, come li coinvolge o come mi chiede di fare un passo di consapevolezza e sacrificio nei loro confronti, per ottenere una vera gioia e libertà.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi