Vangelo del giorno di Mt 16,24-28
Che cosa un uomo potrร dare in cambio della propria vita?
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perchรฉ chi vuole salvare la propria vita, la perderร ; ma chi perderร la propria vita per causa mia, la troverร .
Infatti quale vantaggio avrร un uomo se guadagnerร il mondo intero, ma perderร la propria vita? O che cosa un uomo potrร dare in cambio della propria vita?
Perchรฉ il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderร a ciascuno secondo le sue azioni.
In veritร io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regnoยป.
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Parola del Signore.
Parola del Signore.
Gesรน ha duramente rimproverato Pietro, invitandolo a fuggire una logica โdemoniacaโ per entrare nella logica del Figlio, a diventare discepolo fino in fondo, con convinzione, cosรฌ come egli, il Maestro, รจ totalmente donato alla volontร del Padre.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 8 Agosto 2025” su Spreaker.Pietro, come spesso accade anche a noi, ha preso da parte Dioโฆ per insegnargli a fare Dio! Lโidea della sconfitta, della morte, non puรฒ essere legata al divino, secondo Pietro e secondo noi.
Gesรน, invece, pone lโamore al di sopra del successo. E insiste: per seguire veramente il Signore bisogna essere disposti a prendere la propria croce, cioรจ a perdere la faccia. Morire in croce era una cosa orribile, vergognosa, ai tempi di Gesรน: i famigliari del crocifisso, spesso, si vergognavano perfino di recuperarne il cadavere.
Prendere la croce significa essere disposti a perdere tutto per accogliere il tutto di Dio, lasciare quel che si pensa essenziale per trovare ciรฒ che veramente รจ essenzialeโฆ
Noi, invece, pensiamo che la croce sia una sofferenza inviataci da Dio, una โprovaโ che serve a purificare la nostra vita. No, Dio non manda le croci, fidatevi. A volte la vita ce le manda, gli altri, o noi stessi, i nostri giri di testa, le nostre paure.
La vita รจ inevitabilmente fatta di alti e bassi, di momenti positivi e di fatica, ma non รจ Dio che li programma, non ha davanti a sรฉ un quadro di comando da cui ogni giorno distribuisce disgrazie.
La sofferenza, la โcroceโ, non รจ in alcun modo una strategia divina per darci una lezione. Ma quando viviamo quei momenti, quando viviamo tempi di croce, occorre farsene carico con pazienza e farle fiorire.
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Ma non attribuiamo a Dio sofferenze che egli in alcun modo ci invia! Conosco persone, troppe, che si lamentano della propria croce ma che, appena svegli al mattino, la croce la carteggiano e la piallano!
Gesรน chiede di prendere la croce, cioรจ di fare come lui, di essere disposti a morire pur di non rinnegare il volto del Padre. Questo chiede, perchรฉ questo lui ha fatto.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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