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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 31 Luglio 2025

Vangeli del giorno di Mt 13,47-53

Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Parola del Signore.

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La caccia al tesoro avviene in un contesto di fatica, di delusione, di sofferenza in certi momenti. La confusione sembra prevalere, determinare le nostre scelte, influenzare ogni cammino e percorso.
Sto facendo le scelte giuste? Sto seguendo gli indizi che, sul serio, mi porteranno alla felicità?
Assecondo il volere di Dio su di me o mi sto ingannando?

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Come vorremmo fosse tutto chiaro, evidente, misurabile! Non è così, dice il Maestro: la rete della vita raccoglie ogni cosa, sarà Dio a fare discernimento, a separare – in noi e attorno a noi – tutto quello che è ombra e rigettarlo in mare.

A noi è chiesta la pazienza, e la fede. E la saggezza di chi conosce la Parola, come lo scriba, ma che rimane sempre aperto alle novità dello Spirito che irrompe nelle nostre vite orientandole verso il largo.

Sappiamo trarre insegnamento e beneficio dal nostro passato ma solo per aprirci al futuro. Matteo, forse, parla di se stesso quando descrive il padrone saggio che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.

Certo: Matteo non era uno scriba ma un esattore delle tasse. Ma la formazione alla fede l’aveva ricevuta, eccome.
E l’incontro col Signore non ha azzerato il suo passato, nella vita e nella fede: come il pescatore, alla fine della pesca, sa separare i pesci commestibili da quelli dannosi e immangiabili, così ogni discepolo può capire cosa è essenziale nella propria esperienza e cosa inutile.

Discernere, fare cernita, è ciò che siamo chiamati a fare, continuamente.

Nella vita quotidiana ci troviamo di fronte a molte scelte da compiere, sul lavoro, in famiglia, per strada…
l’avere incontrato il vangelo ci permette di guardare a noi stessi con uno sguardo diverso, completo, innovativo: certi atteggiamenti che avevamo prima di incontrare Cristo ci suonano stonati, ci diventano insipidi.

Incontrare Cristo significa cambiare radicalmente la propria vita, lasciandola illuminare dal vangelo, sapendo scegliere cosa vale la pena di tenere e cosa, invece, va gettato.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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