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don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 3 Agosto 2025

Domenica 3 Agosto 2025 - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,13-21

Data:

L’unica ricchezza che potremo portarci via da questa vita è il bene fatto e l’amore donato.
don Mauro

Se qualcuno volesse fare un regalo alla Parrocchia di don Mauro
Parrocchia S. Maria delle Grazie: IT09Y0871383900000000012977

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FUTURO E RICCHEZZA

Gesù ci ha insegnato a chiedere, ma non dobbiamo perdere di vista la natura del nostro interlocutore. Dio prepara per noi una vita eterna e naturalmente pensa a come arricchirla. Noi, viceversa, che viviamo qui, tendiamo a vedere il futuro in termini umani e pensiamo soprattutto a mettere a posto le sicurezze terrene, come il lavoro e le finanze, che hanno valore, ma sono limitate come la nostra vita.

Tutto è vanità, dice Qoelet, perché chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla faticato. È una visione terribilmente amara, ma sacrosanta. Il punto è sempre lo stesso: viviamo come se tutto dipendesse da noi e come se fossimo eterni, e questo ci procura tutti i fastidi e le preoccupazioni che crediamo di evitare con la nostra previdenza.

La pubblicità delle assicurazioni mi fa sempre ridere. Fanno vedere gli assicurati come persone felici e tranquille, come se la polizza li rendesse invulnerabili e immortali. Vai sotto il treno? Ti crolla la casa in testa? Tranquillo, ci pensiamo noi. Invece, il Maestro ci suggerisce una strategia diversa: metti da parte qualcosa che ti serva nell’ultimo giudizio.

Questo è il senso della parabola. Il ricco crede di essere a posto perché i suoi granai sono strapieni, ma la sua vita non è al sicuro, dato che nessuno è immortale. È meglio preoccuparsi anche del futuro eterno. Sant’Antonio abate paragonava la vita a un albergo dove gli avventori possono permettersi stanze di lusso o modeste a seconda delle loro possibilità.

Al termine del soggiorno però, sia gli uni che gli altri, se ne vanno portando via solo le loro cose e lasciando lì i beni dell’albergo. Nella vita è lo stesso: quando ce ne andiamo, portiamo via solo il nostro bagaglio, cioè il bene o il male che abbiamo fatto e, ricchi o poveri che siamo stati, il resto rimane lì.

Non conta la forma, ma la sostanza: ovvero, non chi dice Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio. Questa volontà ci è nota: amatevi come io vi ho amati. In altre parole, l’egoismo non paga. Ecco che cosa ci fa ricchi e ci garantisce un futuro sereno!