Immagina un bambino che si avvicina al padre con fiducia e gli chiede qualcosa da mangiare. Sa che suo padre non gli darebbe mai qualcosa di pericoloso o dannoso. Se chiede un pezzo di pane, il padre non gli porrà mai un sasso. Se chiede un pesce, non riceverà una serpe. Questa fiducia nasce dall’amore e dalla certezza che il padre vuole solo il bene per suo figlio.
Ora, pensiamo a come ci rivolgiamo a Dio. Quante volte, nel chiedere qualcosa, abbiamo dubbi, paure, o addirittura pensiamo che Dio possa non ascoltarci o rispondere in modo diverso da ciò che speriamo? È come se quel bambino, al posto di avvicinarsi al padre con fiducia, si avvicinasse con paura, pensando di ricevere qualcosa di dannoso.
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Ma Gesù ci ricorda: “Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Mt 7,11).Il
nostro Padre celeste non è solo buono: è infinitamente buono. La sua bontà supera di gran lunga quella di qualsiasi padre terreno. Allora, perché dubitiamo? Perché non ci fidiamo di Lui come un bambino si fida del proprio papà?
Affidiamoci a Dio con la semplicità di un bambino, certi che tutto ciò che ci dona, anche quando non lo comprendiamo, è sempre per il nostro bene.
