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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 23 Luglio 2025

Vangelo di Giovanni – Gv 15,1-8

Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

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Parola del Signore.

È nata in Svezia agli inizi del Trecento, accetta di sposare Ulf dal quale ha otto figli. Vivono una vita ispirata alla regola francescana.

Quando rimane vedova fonda un piccolo ospedale, studia sacra Scrittura (!) e il re la vuole come educatrice della regina; in seguito entra in monastero dove ha delle forti esperienze mistiche.

Si reca a Roma per far approvare una innovativa regola di vita per un ordine misto composto da monaci e monache guidate, però, da una badessa.

Il Papa è ad Avignone e Brigida, come Caterina di Siena, lo richiama al suo dovere di vescovo di Roma. Sarà sua figlia, proclamata santa anch’essa, a continuare il sogno del nuovo ordine.

Ieri Maria di Migdal, oggi Brigida, voluta da Giovanni Paolo II come co-patrona d’Europa.

È giunto il tempo (e forse è già quasi scaduto) di prendere sul serio la questione femminile nella Chiesa cattolica, per vedere come lo Spirito, insofferente alle tendenze maschiliste, suscita donne come Brigida a scuotere le coscienze.

Moglie, madre, terziaria francescana, monaca, studiosa della Parola: Brigida, innestata in Cristo, ha prodotto molti frutti, ricordandoci che non importa in che condizione di vita ci troviamo: se siamo di Cristo a lui apparteniamo.

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Non siamo niente se non siamo innestati in Cristo. Corriamo, ci affanniamo, combattiamo ma, alla fine, cosa resta delle nostre giornate?

Gesù ci chiede di rimanere attaccati a lui come fa il tralcio con la vite. Per ricevere la linfa che lo unisce al Padre e che può scorrere nelle nostre giornate.

La linfa che è l’amore che impariamo ad accogliere e a donare, che dona spessore e senso a tutto ciò che facciamo.

Come possiamo rimanere in lui? Accogliendo e meditando la sua Parola, lasciandola invadere ogni spazio della nostra vita, facendola diventare preghiera sulle nostre labbra.

Lasciare che la linfa divina scorra in noi significa, davvero, come ha fatto Brigida, cambiare il nostro modo di accogliere la vita in qualunque condizione ci troviamo.

Come lei, bruciare d’amore.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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