Marta, Maria e Abramo. Con loro, Vangelo e Prima lettura ci portano un poโ nel cuore della nostra vita cristiana, e delle nostre realtร ecclesiali. Non so se tra noi cโรจ chi si ritrova in Abramo, e nello specifico nelle corse e nellโaffanno di un Abramo preoccupato di preparare tutto ciรฒ che serve per i tre ospiti. ร lโora piรน calda del giorno, quella in cui anche il fisico avrebbe bisogno di rallentare, ma Abramo non puรฒ fermarsi: corre incontro allโospite, corre da Sara, corre verso i vitelli. E tutto viene preparato di corsa, subito, presto. Non cโรจ tempo da perdere.
Poi cโรจ Marta. Cambiano le situazioni ma non le corse e gli affanni. Bisogna darsi una mossa: cโรจ un ospite importante e di cose da fare ce ne sono fin troppe. Ce ne sono sempre troppeโฆ I molti illuminati inneggiano a Maria, alla sua capacitร di prendere le distanze, di mettere al centro le โcose giusteโ, le piรน importanti.
Ma rallentare ha un prezzo, fermarsi ha conseguenze, ha non risultati con cui fare i conti.
Mi chiedo: se Marta fosse pronta a rallentare, Maria e gli altri sarebbero disposti a non mangiare? O almeno a non trovare tutto pronto? Sarebbero disposti ad ascoltare insieme il Signore โ perchรฉ anche Marta ne ha una gran voglia โ e poi darsi tutti un poโ una mossa per preparare insieme, per fare ognuno un poโ qualcosa, per dare vita insieme a gesti concreti di ospitalitร , di premura, di accoglienza?
Siamo bravi, in tanti, in troppi a svergognare Marta, a difendere Maria, a vestire i panni dei sapienti, di quelli che alla pari di Gesรน sanno sempre qual รจ la cosa giusta da fare.
Ma Marta non รจ altro che la figura di quelle tante, troppe persone sacrificate allโaltare delle opere, delle cose che devono funzionare, delle aspettative altrui, del ยซqui si รจ sempre fatto cosรฌยป.
Quanta colpa ha davvero Marta? Marta non poteva farlo, per tante realtร e situazioni sociali, ma oggi noi chi siamo per tenere ancora in piedi strutture che in nome di Dio tolgono Dio a chi vorrebbe incontrarlo, a chi vorrebbe allโinterno di strutture e comunitร ecclesiali potergli dedicare un poโ di tempo, un poโ di ascolto, un poโ di spazio nella propria vita.
E penso sรฌ a sacerdoti, ma penso anche a suore, a frati, a laici che sono quotidianamente stritolati da un certo modo di vivere e di continuare a vivere che di Dio forse ha troppo poco.
Credo che oggi tutti abbiamo bisogno di conversione, perchรฉ se Abramo ha iniziato a correre quando il Signore รจ arrivato a Mamre, se Marta ha iniziato a correre quando Gesรน e i suoi hanno messo piede in casa, noi corriamo a prescindere. Corriamo nella convinzione che ce lo chieda Dio. Corriamo e ignoriamo le chiamate di Dio. Corriamo e ignoriamo le conversioni che Dio ci propone anche di fronte a ostacoli e non senso.
Personalmente ogni giorno faccio sempre piรน fatica a riconoscere Dio in quelle routine prosciuga anima.
Ripeto, credo che oggi tutti abbiamo bisogno di conversione: dobbiamo smettere di immolare allโaltare delle opere le persone, i loro talenti (dono di Dio alla storia, alla Chiesa, alla societร ). Ma dobbiamo smettere altresรฌ di immolare allโaltare dello spiritualismo gli appelli di Dio.
Oggi ha bisogno di conversione chi come Marta corre e si affanna, ma non ha piรน il tempo di ascoltare la storia, ascoltarsi e ascoltare Dio.
Oggi ha bisogno di conversione chi come Maria, dallโalto della sua spiritualitร , non si scomoda, non si compromette, non si sporca mani e piedi.
Oggi ha bisogno di conversione chi usa Marta e Maria per continuare a separare due opposti che invece dovrebbero stare insieme, come in Abramo, che sa mettersi al secondo posto, sa coinvolgere, sa farsi carico e poi sa anche fermarsi e ascoltareโฆ e ricevere promesseโฆ e continuare a sbagliare e a credere.
Che cosa oggi auguro a me stessa e a voi oggi?
Lavorare su noi stessi, sulle nostre strutture, sulle nostre comunitร per portare in equilibrio gli opposti, per imparare a essere tutti Marta e Maria insieme, capaci di dare valore alle cose che contano: allโospitalitร esattamente come allโascolto della Parola, alla bontร premurosa esattamente come alla preghiera, a Dio e alla persona, alla sua Chiesa e ai talenti di ognuno.
Per gentile concessione di Sr. Mariangela, dal suo sito cantalavita.com
