Andiamo verso Gesù, con tutti gli affaticati, stressati, estenuati dal lavoro, e con tutti gli appesantiti dal sovraccarico: in Lui c’è pausa, riposo, vacanza.
L’immagine del giogo è quella di un abbraccio, o meglio di una spalla che sorregge il peso e insegna a fare altrettanto: ci rende discepoli. Condiviso, il fardello si fa leggero; è sollievo, dopo tanta fatica. Ogni carico è sollevato dal Sollevatore, per chi si fida e glielo affida.
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Il Cireneo ne è l’icona. Ma la contempliamo in ogni gesto che dice: “Lascia fare a me, porto io il tuo zaino, la tua borsa della spesa, la tua preoccupazione”. Questo abbraccio, questo legame, questa proposta è non solo leggera, ma anche gentile, benevola e soprattutto utile: chrēstós, con un gioco di parole, in greco, che lo accosta al Christós.
Lui non si monta la testa – è questo il significato dell’essere “umile di cuore” – e vive questa condivisione nella mitezza, cioè in quella sicurezza di chi sa che la partita è già stata vinta; in scioltezza, senza ansie, senza agitarsi, senza dover sbraitare. Abbiamo letto l’ultima pagina del libro. Quindi deponiamo le armi: c’è chi ha già vinto per noi. Lasciamoci conquistare.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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