Portare una spada non per uccidere ma per tagliare e separare i pensieri, i sentimenti, le relazioni, in modo da sistemarle e dare loro la collocazione appropriata. Tagliare, essere tagliati, non è piacevole, fa male; eppure è preferibile al mantenimento di relazioni distorte, dipendenti e incancrenite, soprattutto quando, socialmente e formalmente, sono considerate buone di per sé stesse (tipo quelle familiari).
Oggi Gesù ci insegna a tagliare alcune relazioni abitudinarie per permettere ad altre relazioni di sbocciare, crescere e dare frutto. Da notare: il tagliare non è in solitaria, si fa avendo come riferimento Gesù «più di me… degno di me… chi accoglie voi accoglie me…».
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Cioè si può fare solo se si ha incontrato veramente il Salvatore. Il separare (discernere), cioè, è frutto sempre di un accompagnamento: il tagliare da soli rischia di diventare autolesionismo, ascetismo falso, volontarismo rigido.
Ecco perché la vita non va “tenuta per sé”, ma va persa, perché solo così diventa disponibile a relazioni feconde e a loro volta vitali. (Andrea Piccolo SJ)
Per riflettere
Quando hai sentito in te l’esigenza di tagliare alcune relazioni? Di relativizzarle? In quale occasione una relazione distorta, forse anche di dipendenza, ti ha impedito di “prendere il volo”? In che modo la tua vita può diventare più feconda?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
