“Non sono venuto a portare pace, ma una spada.”
Lo ammetto: a prima lettura viene voglia di chiudere questo Vangelo e pensare “ma Gesù non era quello buono, tenero, che abbraccia tutti?”. Invece Taac!, arriva la spada. E questa frase ci taglia l’anima. Ma è proprio lì che inizia il viaggio vero.
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Vedo le nuove generazioni sempre più allergiche alla delusione, incapaci di vivere il dolore. Tutto dev’essere fluido, indolore, immediato. Ma la realtà, se vogliamo guardarla in faccia, non funziona così. La delusione arriva. Ti toglie fiato, certezze, a volte anche gli affetti. Ed è proprio lì che Gesù mette la Sua spada. Non per ferirti, ma per separare ciò che è comodo da ciò che è vero.
Una crudele verità: dobbiamo imparare a tagliare alcune relazioni perché non tutte aiutano a crescere. A volte chi ti ama davvero ti dice quello che non vuoi sentire. Quindi serve una vera potatura. Fa male, ma serve.
Al tempo di Gesù, il culto familiare era sacro: la famiglia era più importante della fede personale. Dire “seguo il Rabbi anche se i miei non vogliono” era uno strappo enorme alle norme sociali. Gesù non dice di disprezzare i legami, ma che a volte seguire Lui ti farà passare per egoista. E tu ti sentirai un disertore. Ma è lì che cresci!
Pensa a un campo da rugby dopo una partita sotto la pioggia. Fango ovunque, ginocchia sbucciate, divise sporche. Ma chi ha giocato davvero lo riconosci da quello. Non è pulito, è vissuto. Anche la fede autentica è così: ti sporca la faccia di realtà, ma ti segna di verità.
Come nel libro dell’Esodo nella prima lettura: gli ebrei sono oppressi, delusi, usati. Ma proprio lì inizia la loro storia di liberazione. La delusione, anche la tua, non è la fine: è la soglia da cui (ri)partire.
Per vivere da cristiani autentici oggi dobbiamo imparare a distinguere il bene comodo dal bene vero. Anche se fa male.
Quindi, oggi, se qualcosa ti sta deludendo, fermati un attimo e chiediti:
“Cosa sto imparando di me da questo dolore?“.
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Perché a volte il cuore si allarga solo quando si spezza un po’.
don Domenico Bruno
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