Ancora una volta un โsapienteโ, che nel testo viene definito โdottore della Leggeโ, tenta di mettere in difficoltร Gesรน ponendogli una domanda complessa e difficile: in questo caso viene chiesto che cosa si debba fare per ereditare la vita eterna.
La domanda presuppone, per come รจ posta, una risposta precisa e dettagliata, fatta di precetti da osservare e di azioni da compiere. Gesรน risponde rivolgendo la stessa domanda al suo interlocutore, ponendosi sul suo stesso piano e facendo riferimento ancora una volta alla โLeggeโ. La risposta che ottiene, e che chi gli sta di fronte si sarebbe aspettato da lui, รจ corretta: la legge viene citata alla perfezione ma, nonostante questo, non รจ pienamente compresa.
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Gesรน, con la parabola del buon Samaritano, pone immediatamente al centro della questione le persone, le loro scelte e la loro morale: il sacerdote e il levita, teoricamente dotati di saggezza e religiositร , โvedonoโ ma proseguono oltre. Il solo che si ferma e che si fa prossimo รจ un Samaritano, membro di un gruppo etnico e religioso disprezzato e considerato eretico dagli altri Ebrei.
Lui, senza giudizio e con una caritร che i dottori della Legge non conoscono, รจ capace di farsi prossimo di chi ha bisogno: si fa carico di tutte le necessitร del viaggiatore, esponendosi in prima persona. Il brano termina con Gesรน che, dopo aver raccontato la parabola, pone di nuovo al dottore della Legge la sua stessa domanda. La risposta, questa volta, non ruota piรน attorno alla โLeggeโ ma alla compassione, ad un sentimento profondamente umano che Gesรน ci fa conoscere in una dimensione completamente nuova.
Per riflettere
Chi รจ il mio prossimo nella mia vita quotidiana? Il mio cuore รจ pronto ad avere โcompassioneโ di coloro che incontro, senza dare su di essi giudizi? Sono pronto a mettermi in gioco personalmente facendomi io stesso prossimo?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
