Senza alcun idealismo e senza cedere alle illusioni, Gesù parla ai suoi discepoli con chiarezza, preannunciando i contrasti dentro cui si ritroveranno: questo brano del Vangelo di Matteo è un passaggio del discorso con il quale Gesù invia i discepoli in missione. Potrebbe essere la parola con cui quotidianamente siamo inviati nella vita. Ogni giorno ci troviamo davanti a contrasti e opposizioni, ogni giorno siamo chiamati a scegliere da che parte vogliamo stare.
Non a caso, dunque, Gesù elenca una serie di opposizioni attraverso cui i discepoli dovranno passare: alcuni infatti pensano di nascondersi, credono che sia possibile tenere nascosto nel cuore quello che pensano veramente; sono coloro che si rifugiano nelle tenebre illudendosi di non essere visti. A questi, Gesù preannuncia la luce, perché non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato. Il discepolo di Gesù deve vivere in modo tale da non temere la luce. (…)
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Il discepolo che attraversa i conflitti quotidiani della vita non può non restare ferito e infangato, come chi non può attraversare un bosco di rovi senza rimanere graffiato. Eppure c’è un nucleo più profondo che rimane intoccabile. Se il corpo riporta visibilmente i danni della lotta, c’è un nucleo più intimo che rimane inviolabile e che appartiene solo a Dio. Gesù contrappone perciò l’esteriorità del corpo all’intimità dell’anima. (…)
Eppure, nonostante la cura amorosa di Dio, l’uccellino cade a terra e il discepolo è messo a morte. È lì che ti chiedi quanto valga la tua vita e se a Dio interessi. Forse però non è la sconfitta o il fallimento a decidere il valore della vita, ma quanto sarò stato capace di rimanere fedele a Cristo accogliendo l’impotenza. Anche lì, nell’impotenza e nella sconfitta, Gesù ci ripropone una nuova opposizione: si può riconoscere Cristo o rinnegarlo, si può restare o fuggire. Maria è rimasta sotto la croce, ferma, pur nell’impotenza.
Molte volte è solo questo che la vita ci chiede: restare nell’impotenza, perché è proprio quello il momento in cui è possibile riconoscere non solo con la testa, ma anche con il cuore, che anche il più piccolo passero è nelle mani di Dio. Rimanere nell’impotenza è certamente il più grande atto di fede (Gaetano Piccolo SJ).
Per riflettere
Pensa ad una difficoltà o paura che vuoi affidare oggi al Signore. La preghiera ti aiuta ad affidarti al Signore e ad accogliere ciò che è inaspettato?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
