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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 9 Luglio 2025

Commento al brano del Vangelo di: Mt 10,1-7

Data:

Il Regno dei Cieli si è fatto vicino, a portata di mano: è imminente, ma anche prossimo a noi, intimo. Dio si è avvicinato, ha colmato la distanza tra il sacro e il profano, tra la divinità e l’umanità, tra i cieli e la terra. Varca la soglia della nostra vita ordinaria, si immerge nella nostra storia, si impasta della feriale quotidianità. Ormai lo troviamo tra noi.

Questo è il kerygma, che i Dodici allievi (discepoli) di Gesù sono incaricati di annunciare, diventandone dunque apostoli. Gesù li chiama a sé, per nome. Comunica a ciascuno la stessa autorevolezza liberante, perché possano cacciare via gli spiriti impuri e, con essi, le malattie croniche e le debolezze che generano esclusione.

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Gesù prepara i Dodici, trasmettendo loro una Parola – una Buona notizia – che abilita è riabilita: autorizza a restituire dignità a ogni persona. Gesù evangelizza e, nel farlo, li evangelizza (parangelló), affinché diventino a loro volta evangelizzatori.

Allo stesso modo, anche noi siamo chiamati: messaggere e messaggeri, discepole e discepoli, apostole e apostoli della solidarietà di Dio con chiunque. A partire da quelli che un tempo erano qui, e ora si trovano lontani. A partire da chi, da solo, non ha ancora la forza per mettersi in cammino. 

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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