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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 4 Luglio 2025

“Come mai il vostro maestro mangia insieme ai peccatori?”

Questa domanda rivolta a Gesù nasconde uno sguardo di giudizio, come se la vicinanza ai peccatori fosse qualcosa da evitare. Ma Gesù risponde con parole disarmanti: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.” È un invito a cambiare prospettiva. Non c’è vergogna nell’essere fragili, feriti o sbagliati. La vera tragedia sarebbe fingere di stare bene e tenersi lontani da Colui che può guarirci.

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Quante volte il senso di colpa ci blocca proprio qui. Ci fa pensare che, dopo certi errori, non possiamo più presentarci davanti a Dio. Ci fa sentire sporchi, non degni, fuori posto. Ma Gesù non è venuto a cercare chi si crede giusto: è venuto a incontrare proprio noi, nei nostri momenti più bui, quando tutto dentro grida bisogno di amore, di perdono, di luce.

Il senso di colpa può fare due cose: può diventare una catena che ci tiene lontani da Dio, o può essere una spinta a rialzarci, a ricominciare, a lasciarci abbracciare da una misericordia più grande del nostro peccato. Gesù ci chiede di avere un cuore sincero, capace di lasciarsi amare anche quando non se lo merita.

Per questo, quando sbagli, non scappare. Non restare da solo nel silenzio del tuo rimorso. Torna a Gesù. Lascia che il tuo senso di colpa sia una porta aperta, non un muro. Lui non ti giudica: ti chiama. E se ti chiama, è perché ti vuole vicino, non perfetto. Ok? Gesù non ha bisogno della tua perfezione, ma della tua vicinanza!