Come i discepoli ci sentiamo su una barca instabile, traballante ed in balia delle onde. La barca rappresenta la nostra vita ma รจ anche simbolo della croce, strumento con il quale il Signore ha attraversato la morte, senza evitarla, ma vincendola. Improvvisamente arriva โil grande sconvolgimentoโ, un โsismaโ di una forza tale da travolgere qualsiasi imbarcazione, qualsiasi vita, anche quando fondata su presupposti piรน solidi e sulle piรน stabili certezze.
Gesรน nel frattempo dorme. Il suo sonno รจ un altro simbolo della morte ma esprime anche fiducia e tranquillitร , abbandono all’abbraccio e al disegno del Padre, profonda consapevolezza che la morte non รจ la fine di tutto.
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Proprio a questo siamo chiamati nella fede: a vivere sapendo che la morte non รจ l’ultima parola sulla nostra esistenza. Rappresenta il nostro principale limite, la nostra paura piรน grande che rimane sullo sfondo anche quando cerchiamo di non pensarci. Allo stesso tempo, l’esperienza di questo limite puรฒ rappresentare un punto di contatto con l’Assoluto.
I discepoli, come noi, sono perduti in balia della paura. Ma nella fede in Gesรน non sono soli, non siamo soli. Possiamo avvicinarci a Gesรน, invocarlo. Lui si sveglia al loro grido, al nostro grido, e ci raggiunge, seppur attraverso la nostra โpoca fedeโ. L’affidamento ridimensiona le nostre paure, rendendo possibile la traversata, nella consapevolezza della Sua presenza nella nostra vita.
Per riflettere
Quali sono le onde e le tempeste che mi fanno chiedere aiuto al Signore? In quale luogo della mia vita chiedo fiducia per fare un passo verso l’ignoto? Riesco a vivere la speranza e la fede davanti all’esperienza della morte?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
